La guerra in Ucraina sta portando il costo della vita in Italia oltre ogni limite, vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo.
Ci troviamo davvero di fronte all’inizio della Terza Guerra Mondiale? Non ci è dato saperlo per il momento, ma di sicuro la guerra scoppiata in Ucraina sta portando l’Occidente verso un punto di non ritorno.
E gli effetti sono già visibili nel nostro paese. L’inizio del conflitto ha dato l’ennesima mazzata alla popolazione italiana, che adesso si ritrova a fare i conti con dei nuovi rincari energetici.
Il prezzo del carburante non smette di aumentare e i cittadini iniziano ad essere in questi giorni sull’orlo della disperazione. Ma quello che molti ancora non sanno, è che questa guerra ha già iniziato a presentare il suo conto anche sulle buste paga dei lavoratori.
Attualmente, il costo della vita e dell’inflazione si attestano intorno al 6 per cento. Un brusco aumento che non è stato compensato in alcun modo da un parallelo incremento degli stipendi. E questo significa che oggi, a differenza anche di qualche mese fa, con 100 euro al supermercato non riusciamo più a comprare gli stessi prodotti di prima.
Seppur in modo indiretto, è dunque facile intuire come le buste paga ne risentono in termini di potere d’acquisto. Lo sa bene ad esempio chi ormai da da anni detiene una somma di risparmi sui conti correnti o libretti postali. Al momento infatti, la cifra che si custodisce non ha più lo stesso valore di prima.
Anzi, in molti casi tanti risparmiatori hanno dovuto fare i conti in queste settimane con un aumento dei tassi di interessi. Anche perché tantissimi analisti finanziari sostengono che questo trend non sia destinato a cambiare ancora per un bel di tempo.
In primo luogo perché resta difficile al momento pensare che la guerra in Ucraina possa risolversi nel breve termine. E a questo bisogno poi aggiungere la nuova guerra delle sanzioni iniziata dall’America contro la Russia, che di certo non si esaurirà quest’anno. Di sicuro, tutta questa situazione continua a ripercuotersi in maniera molto pesante sulla nostra economia. Anche se negli ultimi giorni qualche segnale incoraggiante in controtendenza è arrivato.
Il prezzo del grano ad esempio è sceso di circa il dieci per cento. Un piccolo segnale, soltanto il tempo dirà se si stava anticipando una nuova fase. Che al momento però non è possibile vedere per gli altri, anche perchè il prezzo di pane e biscotti continua invece a salire.
Il motivo è semplice: la maggior parte dell’olio di semi utilizzato per questi prodotti viene importato dall’Ucraina.
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