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Economia

Congedo con legge 104: bisogna rispettare l’orario di lavoro? La risposta che non ti aspetti

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Il congedo straordinario per assistere il familiare con legge 104 è una grande opportunità per non perdere il posto di lavoro. 

Il congedo di due anni è retribuito e coperto da contribuzione figurativa, ma prevede requisiti stringenti, quali la priorità familiare e la convivenza con il disabile.

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Precisiamo che la convivenza si intende soddisfatta anche con la residenza temporanea o con la coabitazione (stesso stabile due appartamenti diversi). Molti di dubbi sul congedo e permessi legge 104, e molte le richieste dei Lettori. Oggi esaminiamo un aspetto del congedo straordinario e l’orario di lavoro da rispettare.

Precisiamo, inoltre, che sia il congedo e i permessi sono preclusi ai lavoratori autonomi.

Congedo straordinario e orario di lavoro

Un Lettore ha posto il seguente quesito: “Salve vorrei un’informazione sul congedo straordinario, ho mia madre che vive in casa mia invalida con la legge 104, ho chiesto un congedo straordinario tengo a precisare che io lavoro dalle 18,00 alle 22,00. Il congedo parte da l’orario di lavoro o tutto il giorno?
Grazie

Non esiste un tempo specifico da rispettare quando si fruisce del congedo straordinario retribuito di due anni per assistere il familiare convivente con legge 104. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5471 dell’anno 2016, ha chiarito cosa si intende per assistenza al familiare disabile.

Secondo la Corte, non deve essere prestata assistenza 24 ore su 24, in quanto il lavoratore ha diritto ad un minimo di vita sociale. In effetti, nella sentenza si evince che il lavoratore che assistente il familiare in situazione di gravità, ha il diritto di ritagliarsi degli spazi durante la giornata, come andare a fare una passeggiata, fare la spesa, eccetera.

Però, la Corte chiarisce anche che il congedo ha la finalità ad assistere il disabile e non può essere sfruttato a nessun modo per esigenze personali.

Chi fruisce del congedo straordinario è soggetto a controlli che può disporre il datore del lavoro o direttamente l’INPS. I controlli servono a verificare che non si effettuino degli abusi con conseguenze disciplinari gravi.

Pertanto, il congedo non si riferisce agli orari di lavoro, ma alla completa assistenza ed è questo il motivo della convivenza con il familiare d’assistere.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, inviala alla mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com

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