Salario minimo: a che punto è l’Italia? Un interessante approfondimento

Ha fatto notizia l’istituzione in Spagna di un salario minimo per i lavoratori: a che punto siamo, invece, in Italia? La situazione dei lavoratori nel nostro Paese. 

Qualche giorno fa ha fatto scalpore la notizia dell’istituzione di un salario minimo per i lavoratori in Spagna. Il Governo spagnolo, infatti, ha finalmente trovato un accordo con i più importanti sindacati e ha istituito tale cifra minima: essa ammonta a 1000 euro che spettano ai lavoratori per un totale di 14 mensilità.

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Questa notizia, arrivata nel nostro Paese, ha suscitato un sentimento di rivalsa: cosa accade ai nostri lavoratori, quali sono le garanzie che gli sono offerte? A che punto è in Italia l’istituzione di un salario minimo che valga per tutti? Ecco un interessante approfondimento sulla situazione dei lavoratori nostrani.

Salario minimo, dalla decisione della Spagna all’Italia: cosa accade ai lavoratori

La decisione del Governo spagnolo circa l’aumento del minimo salariale rivolto a tutti i lavoratori ha coinvolto una fetta di popolazione di circa due milioni di individui. Tale accordo, addirittura, potrebbe essere retroattivo, arrivando ad interessare i salari percepiti a partire dal 1 gennaio 2022.

Quello della Spagna, però, non è l’unico caso tra i Paesi Membri dell’Unione Europea. Sono 21, infatti, i Paesi che hanno deciso, di comune accordo con i sindacati, di istituire un salario minimo al di sotto del quale il datore di lavoro non può scendere. Tra tutti coloro che hanno lanciato tale iniziativa, le cifre più alte sono offerte dal Lussemburgo dove si attestano intorno ai 2000 euro mensili.

Altri Paesi sono Belgio, Germania, Francia, Irlanda e Paesi Bassi. Al contrario, gli importi più bassi si registrano in Bulgaria e in altri Stati dell’Europa orientale dove le cifre si aggirano intorno ai 500 euro al mese.

Cosa accade in Italia

In Italia non è prevista la tutela offerta dal salario minimo: il nostro Paese non è solo in questa scelta ma viaggia di pari passo con Cipro, Danimarca, Austria, Finlandia e Svezia. Tuttavia, alcune garanzie sono offerte ai lavoratori attraverso il contratto nazionale: esso, infatti, disciplina anche i minimi salariali per alcune categorie.

L’adozione di tale genere di contratto è comunque molto bassa nel nostro Paese: sono poco meno di 900 i lavoratori che ne beneficiano e che li hanno sottoscritti. La loro stipula, inoltre, non è neanche prevista per tutte le categorie di lavoratori.

Quanto all’istituzione di un salario minimo, invece, le decisioni politiche in Italia sono ferme a qualche anno fa. In passato, infatti, ci sono state alcune proposte di legge che, però, sono rimaste ferme da allora in Parlamento.

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