A dicembre le buste paga saranno più ricche per tutti, non solo per la tredicesima ma anche per una novità spesso ignorata.
Se dicembre è il mese preferito di lavoratori dipendenti e pensionati per il pagamento della tredicesima mensilità, quest’anno l’ultimo periodo dell’anno sarà ancora più piacevole. L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, confermato che gli stipendi netti saranno più elevati.
Il motivo risiede nella mancanza delle trattenute per le addizionali regionali e comunali, ossia le tasse locali che gravano non poco sulle paghe. Secondo l’attuale meccanismo impositivo, le addizionali si applicano esclusivamente su undici mensilità. Le maggiorazioni, però, non saranno uguali per tutti ma cambieranno a seconda della Regione e del Comune di residenza.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito come si effettua il calcolo delle addizionali regionali e comunali e in che modo i datori di lavoro agiscono come sostituti d’imposta, trattenendo, ogni mese, le somme dalla busta paga che serviranno per finanziare i Comuni e le Regioni.
Il meccanismo, tuttavia, non è identico. Per le addizionali regionali, il datore di lavoro preleva il saldo per l’anno precedente, suddividendolo in undici mensilità da gennaio a novembre. Per le addizionali comunali, invece, si paga sia in acconto del 30% per l’anno corrente (da marzo a novembre) sia in saldo, in riferimento all’anno precedente (da gennaio a novembre). In tutte e due le ipotesi, però, non è dovuto alcun pagamento nel mese di dicembre. Di conseguenza, il prossimo stipendio sarà più ricco.
Per avere un’idea di come varia la retribuzione netta, è necessario conoscere quali sono le aliquote di tassazione applicate dal proprio Comune e dalla Regione di residenza (si tiene conto del domicilio fiscale). Le aliquote variano da Regione a Regione. Nel Lazio, ad esempio, vanno dall’1,73% (per i redditi fino a 15 mila euro) al 3,33% (per i redditi superiori a 75 mila euro), in Lombardia l’aliquota è compresa tra l’1,23% per i redditi fino a 15 mila euro e l’1,74% per i redditi superiori a 75 mila euro. In Campania, invece, si applica un’aliquota unica del 2,03% per tutti.
In ogni caso, tutti hanno la possibilità di verificare tutte le variazioni del proprio stipendio, consultando la voce “Addizionali IRPEF” della busta paga, oppure informandosi presso gli Enti locali e mettendo a confronto le aliquote vigenti.
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