Vivi in condominio? Puoi accedere al detrazione al 50% per i lavori di ristrutturazione se presenti questo documento

Anche i condomini hanno diritto alle agevolazioni per i lavori edilizi. Ecco i requisiti per accedere alla detrazione al 50% sulle spese sostenute.

La Legge di Bilancio 2025 ha profondamente innovato la normativa dei Bonus edilizi nei condomini e per mesi gli inquilini hanno vissuto nell’incertezza di poter accedere alle agevolazioni per i lavori relativi alle parti comuni.

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Vivi in condominio? Puoi accedere al detrazione al 50% per i lavori di ristrutturazione se presenti questo documento (informazioneoggi.it)

Con la Circolare 8/E/2025, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha fugato i dubbi dei proprietari sulle condizioni per accedere alla detrazione al 50% anche per gli interventi edilizi presso i condomini, chiarendo in quali ipotesi il beneficio può essere riconosciuto.

Bonus edilizi condominio con detrazione al 50%: come dimostrare all’amministratore di averne diritto?

La detrazione fiscale al 50% per le spese effettuate per il compimento di lavori di ristrutturazione edilizia presso parti comuni di condomini può essere ottenuta da parte degli inquilini che vivono in maniera stabile presso l’edificio, ossia che hanno stabilito il tale luogo la loro abitazione principale. Per tutti gli altri proprietari, invece, l’aliquota scende al 36% (30% nel 2026-2027). Per le seconde case, dunque, l’agevolazione si riduce.

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Bonus edilizi condominio con detrazione al 50%: come dimostrare all’amministratore di averne diritto? (informazioneoggi.it)

Rimangono invariati gli obblighi per l’amministratore che, ai sensi del Decreto del Ministero dell’Economia del 1° dicembre 2016, dovrà inviare all’Agenzia delle Entrate, entro il 16 marzo di ogni anno, la comunicazione delle spese affrontate dal condominio sulle parti comuni, specificando le quote di ogni condomino, a seconda dei millesimi. C’è, però, un’importante novità: non saranno più sufficienti i dati catastali e il codice fiscale del proprietario, ma sarà necessario conoscere se, per ciascun inquilino, se l’immobile occupato rappresenta l’abitazione principale per se stesso o un suo familiare.

A tal fine, l’amministratore potrà aggiornare il registro di anagrafe condominiale, in cui sono contenuti i dati relativi alla residenza o al domicilio del proprietario oppure richiedere agli inquilini una dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto notorio, per certificare se l’immobile è la loro abitazione principale.

La responsabilità sulla correttezza e la veridicità delle informazioni rilasciate ricade sul singolo condomino, ossia il destinatario della detrazione fiscale, ma l’amministratore ha l’onere di aggiornare il registro di anagrafe con i relativi dati. Per tutelarsi in caso di inesattezze, può usare l’opzione inserita nei modelli di comunicazione per evidenziare il caso come “particolare“. In tal modo, le informazioni su quel determinato inquilino non verranno inserite in maniera automatica nella dichiarazione precompilata, ma in uno specifico prospetto informatico. Il contribuente, al momento della compilazione della dichiarazione, dovrà verificare i dati ed eventualmente modificarli o integrarli, assumendosi la responsabilità di quanto indicato.

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