Il Governo sta lavorando ad un’ipotesi dalla parte dei lavoratori. Introdurre una flat tax su straordinari e compensi festivi.
Straordinari, lavoro di domenica, turni di notte dovrebbero rappresentare un modo per ottenere più soldi in busta paga ma a causa della tassazione non è così. Da qui l’idea di sostenere i dipendenti e il loro impegno messo nell’attività lavorativa con l’introduzione di una flat tax.

I lavoratori non scelgono di fare il turno di notte o di rimanere al lavoro oltre l’orario stabilito per la gloria ma per aumentare lo stipendio. Non è cinismo, per vivere servono soldi e spesso quelli percepiti con la retribuzione non sono sufficienti. Da qui la scelta di sacrificare la vita personale a favore di quella lavorativa.
Il problema è che alla fine nemmeno si è premiati più di tanto. Tassare straordinari, turni di notte, compensi festivi come la normale retribuzione significa privare i lavoratori di una parte importante dei guadagni ottenuti tramite sacrifici. Per fare un po’ di “giustizia” sarebbe sensato introdurre una flat tax su questi compensi senza costi aggiuntivi per le aziende ma con guadagni per i dipendenti.
Come funzionerebbe la flat tax su straordinari e compensi festivi
Tramite Riforma Fiscale il Governo potrebbe a partire dal 2026 aumentare lo stipendio netto dei dipendenti. Basterebbe intervenire sulla tassazione delle voci accessorie come straordinari, lavoro festivo e notturno. Introducendo una flat tax – ipotesi più accreditata – e dunque un’aliquota fissa si ridurrebbero le imposte dovute sui compensi citati che sono variabili senza incidere sulla retribuzione ordinaria.

L’impatto della riforma sarebbe significativo specialmente per i lavoratori che fanno tanti straordinari o che lavorano durante i festivi. Il netto percepito aumenterebbe senza conseguenze per il datore di lavoro. La bella notizia è che la flat tax verrebbe introdotta per tutti i redditi, senza alcuna esclusione e l’aliquota applicata sarebbe unica non come accade per l’IRPEF (23% con redditi fino a 28 mila euro, 35% per redditi fino a 50 mila euro e 43% con redditi oltre i 50 mila euro).
Si può ipotizzare che nella realtà dei fatti dove servisse far diventare la misura più sostenibile verrebbero introdotti limiti reddituali o massimali annui oltre i quali l’aliquota agevolata non verrebbe applicata. Questo per ammortizzare i costi dello Stato. In tal caso è logico che a guadagnare sarebbero probabilmente i lavoratori con stipendi medio-bassi.
Se la flat tax verrà applicata realmente quale aumento prevedere? Supponendo che sarà al 5%, su 1.000 euro lordi all’anno di straordinari il dipendente con aliquota marginale del 35% otterrebbe un risparmio di circa 300 euro mentre con aliquota al 43% sarebbe di 350 euro. In generale, con straordinari tra 500 e 1.500 euro il risparmio si aggirerebbe tra i 150 e i 450 euro.