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Economia

Pignoramento degli stipendi dei dipendenti pubblici: la novità getta nel panico

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Nel 2026 saranno introdotte novità spiacevoli in relazione al pignoramento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Più lavoratori a rischio. 

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una novità che fino a questo momento è caduta nel dimenticatoio. Ora che il 2026 si avvicina, però, riaffiora alla mente e desta preoccupazione nei dipendenti pubblici. Proprio questi lavoratori, infatti, saranno coinvolti dai cambiamenti decisi dal Governo.

Pignoramento degli stipendi dei dipendenti pubblici: la novità getta nel panico (Informazioneoggi.it)

Tra le tipologie di pignoramento presso terzi più frequenti c’è il pignoramento dello stipendio. Parliamo di una procedura legale che va a toccare negativamente la situazione finanziaria del debitore ma che può rivelarsi necessaria nel momento in cui un creditore vuole recuperare soldi spettanti di diritto. Il pignoramento dello stipendio avviene in due modi, con trattenuta di una quota direttamente alla fonte e con intervento sulla retribuzione incassata e accreditata sul conto corrente.

Nel primo caso la trattenuta – da spalmare mensilmente – non potrà superare 1/5 dell’entrata netta. Nel secondo caso si può intervenire solo sulla quota di retribuzione eccedente il valore dell’assegno sociale moltiplicato per tre. Queste sono le indicazioni generali sul pignoramento dello stipendio. Scendiamo ora nel dettaglio della novità prevista nel 2026.

Come cambia il pignoramento dello stipendio nel 2026 per i dipendenti pubblici

La novità è che anche i dipendenti pubblici potranno subire il pignoramento dello stipendio se hanno contratto debiti con il fisco. Dal 2026 i lavoratori morosi del settore pubblico potranno incorrere nella sospensione delle retribuzioni qualora il debito dovesse superare una determinata soglia. Nello specifico, il taglio dello stipendio scatterà per debiti oltre i 5 mila euro e solo se il dipendente percepisce una retribuzione superiore a 2.500 euro.

Come cambia il pignoramento dello stipendio nel 2026 per i dipendenti pubblici (Informazioneoggi.it)

Significa che il Ministero delle Finanze potrà riempire le casse con i soldi trattenuti agli stipendi di circa 30 mila lavoratori con retribuzione media di 3.500 euro e debiti superiori a 5 mila euro (su un totale di 250 mila dipendenti pubblici con debiti oltre i 5 mila euro). La stima è di un gettito di 36 milioni di euro nel 2026 e di 90 milioni di euro all’anno in regime. La trattenuta sarà sempre parziale, al lavoratore sarà garantita la parte necessaria per vivere.

Chi ha uno stipendio superiore a 2.500 euro avrà un blocco pari a 1/7 dell’importo fino al saldo del debito mentre in caso di emolumenti una tantum il blocca sarà pari a 1/10. Questa novità sarà attiva dal 2026 dopo che l’Agenzia delle Entrate aggiornerà le piattaforme di verifica e le Amministrazioni Pubbliche perfezioneranno il meccanismo di controllo. C’è tempo per i debitori di regolarizzare la propria posizione con il Fisco ed evitare il pignoramento dello stipendio secondo le nuove regole.

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