La perdita del portafoglio e la carta di debito può comportare problemi economici gravi. È il caso di un cittadino si è visto sottrarre 1.000 euro dal conto corrente dopo aver perso il portafoglio contenente la sua carta di debito.
Nonostante abbia prontamente bloccato la carta, l’intermediario bancario ha rifiutato il rimborso. Il cittadino visto il diniego della banca ha fatto ricorso tramite l’Arbitro Bancario Finanziario, che ha dovuto stabilire di chi fosse la responsabilità (dell’utente o della banca).
Adesso la banca lo deve risarcire? Analizziamo la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
Un uomo perde il portafoglio mentre aspetta l’autobus. Dentro c’erano, oltre ai documenti, tre carte di pagamento, tra cui una collegata al suo conto corrente. Pochi minuti dopo, si accorge che qualcuno ha effettuato un prelievo di 1.000 euro da uno sportello bancomat vicino. Chiama subito la banca per bloccare le carte. Secondo l’uomo, nel portafoglio non c’era scritto il PIN della carta, che era memorizzato nel suo cellulare, che non aveva smarrito. Pertanto, ritiene di non avere colpe e, quindi, chiede il rimborso, lamentando anche la mancata ricezione di un messaggio d’allerta da parte della banca.
La banca si difende precisando che l’operazione, registrata alle 9:08, è stata effettuata con il corretto inserimento del PIN e la lettura del microchip. Secondo i registri, non c’è stata alcuna anomalia e tutto fa pensare che il ladro avesse a disposizione anche il codice. Inoltre, il tempo trascorso tra il furto (ore 9:00) e il prelievo è stato molto breve: solo otto minuti.
La legge prevede che, in caso di frode, la banca debba rimborsare il cliente, a meno che non dimostri una grave negligenza da parte sua. E in questo caso, l’Arbitro ritiene che ci siano tutti gli elementi per parlare di colpa grave: PIN e carta erano probabilmente conservati insieme nel portafoglio, rendendo possibile l’accesso immediato al denaro. Il Collegio di Bari, per questo motivo, ha deciso di non accogliere il ricorso e di non riconoscere alcun rimborso al cliente.
Custodire il PIN e la carta separatamente non è solo una buona abitudine, ma una responsabilità precisa che se non eseguita correttamente ci mette a rischio di una ingente perdita di denaro, come nel caso esaminato. (Decisione n. 3433 del 02 aprile 2025)
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