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Aumento di 600 euro al mese sulle pensioni 2025 , ma solo per alcuni: controlla se puoi chiederlo

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I pensionati possono ottenere un aumento al mese di 600 euro sulla pensione che già percepiscono. 

Si tratta dell’integrazione al minimo per le pensioni che non superano determinato soglie annuali. Inoltre, possono beneficiare anche di una rivalutazione straordinaria del 2,2%.

Aumento di 600 euro al mese sulle pensioni 2025, ma solo per alcuni: controlla se puoi chiederlo – Informazioneoggi.it

In quest’articolo esaminiamo chi sono i beneficiari e come chiedere l’aumento.

Aumentano le pensioni di 600 euro al mese, ma non per tutti

Posso accedere all’integrazione al minimo di un massimo di 600 euro mensili, coloro che percepiscono una pensione molto bassa. In questo modo ottengono un incremento fino alla soglia stabilita dalla normativa.

Aumentano le pensioni di 600 euro al mese, ma non per tutti (Informazioneoggi.it)

L’integrazione al minimo ha l’obiettivo di aiutare coloro che si trovano in difficoltà economiche. Per beneficiare di tale strumento sono richiesti requisiti contributivi e reddituali stringenti.

In effetti, per poter accedere a quest’incremento nel 2025, è necessario che la pensione sia stata calcolata con sistema misto o retributivo. Questo significa che il pensionato deve avere versato almeno un contributo prima del 31 dicembre 1992. Diverso è per chi ha maturato la pensione con il sistema contributivo, in quanto anche se percepisce un assegno basso non ha diritto all’incremento.

Per ottenere l’integrazione al minimo fino a 600 euro al mese, è richiesto oltre al requisito contributivo, anche una situazione economica non sufficiente.  I limiti previsti per la pensione minima nel 2025, sono 603,40 euro, pari ad un valore annuo di 7.844,20 euro.

I pensionati che percepiscono un assegno inferiore a 7.844,20 euro annui, hanno diritto a un’integrazione al minimo totale, pari a 600 euro. Diverso è se il reddito della pensione minima sia 15.688,40 euro, anche in questo caso spetta l’integrazione al minimo, ma in misura ridotta. L’aumento è distribuito su tredici mensilità.

Se i pensionati sono coniugati, si considera anche il reddito del coniuge. Se il reddito è quattro volte la pensione minima (nello specifico 31.376,80 euro) l’integrazione spetta per intero. Invece se il reddito oscilla tra i 31.373,80 e i 39.221,00 euro, l’integrazione spetta in misura ridotta.

I pensionati che hanno diritto all’aumento non devono presentare domanda. Sarà l’INPS a controllare i redditi dei pensionati e applicare in modo automatico l’integrazione al minimo totale o parziale.

Nel caso in cui, il pensionato ha redditi che rientrano nella norma, ma l’INPS non gli riconosce l’aumento automaticamente, è possibile verificare tutti i requisiti e presentare domanda all’INPS. L’istanza si può presentare direttamente online usufruendo del servizio “Consulente digitale delle pensioni”, che aiuta il pensionato a verificare i requisiti e compilare la domanda. In alternativa, ci si può rivolgere ad un Patronato.

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