Siamo ormai vicini al pagamento delle pensioni di maggio, ma per alcuni l’assegno riserverà “amare sorprese”, ecco perché.
I cedolini online sono già visibili per i contribuenti, mentre per quanto riguarda le erogazioni dobbiamo considerare il 2 maggio visto che il 1° è un giorno festivo.
Naturalmente, chi ha un conto corrente in Poste potrà vedere l’accredito già tra il 30 aprile e appunto il 1 maggio, mentre gli altri dovranno attendere. Molti si stanno chiedendo, però, se questo mese si vedrà qualche aumento. Ecco tutti i dettagli.
Chi ha già potuto visualizzare i cedolini online avrà notato alcune operazioni in particolare, e c’era chi si aspettava un aumento.
Infatti dalla pensione del mese di aprile, come accade regolarmente, verranno decurtate le ritenute irpef, le Addizionali regionali e comunali a titolo di saldo per il 2023 e come acconto per il 2024.
A seconda del reddito, verranno applicate determinate aliquote, infatti le trattenute sono così previste:
Per gli aumenti strutturali i pensionati dovranno aspettare il 2025, infatti l’anno prossimo scatteranno gli adeguamenti all’inflazione. L’assegno di maggio dunque non vedrà importi più alti del solito, tranne per chi sa già che verranno applicati eventuali conguagli fiscali, come il recupero arretrati, Irpef eccetera.
Per avere un assegno un po’ più alto, alcuni dovranno attendere il mese di luglio, in quanto sarà erogata la quattordicesima. Questa mensilità spetta, come da norme attuali, a chi ha almeno 64 anni di età e percepisce una pensione sotto i 16.000 euro lordi all’anno. In generale, chi corrisponde ai requisiti potrà vedere una cifra variabile tra i 336 e i 655 euro.
C’è da dire che nel 2024 si sono già visti degli aumenti, sebbene irrisori e non in grado di stare al passo con l’inflazione. Ricordiamo a questo proposito che proprio da gennaio di quest’anno le pensioni minime, ad esempio, sono passate da 567,94 euro – che era il minimo INPS per il 2023 – a 598,61 euro, grazie all’incremento del 5,4%.
Il quadro generale pensionistico, però, non ci rassicura molto, perché già dal 2025 partiranno nuove strette, soprattutto per quanto riguarda le uscite anticipate.
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