Bonus edilizi per spese del coniuge a carico: il partner può chiedere le detrazioni? Tutta la verità

Le agevolazioni per i Bonus casa possono essere richieste anche dal coniuge di chi ha sostenuto la spesa? A chi devono essere intestate le fatture?

Grazie ai vari Bonus edilizi, si possono portare in detrazione, tramite la Dichiarazione dei Redditi, le spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione, risanamento ed efficientamento energetico degli edifici.

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Il coniuge può chiedere le detrazioni per le spese sostenute dal partner? – informazioneoggi.it

Uno dei dubbi più ricorrenti tra i beneficiari di tali agevolazioni economiche riguarda la possibilità che sia il coniuge dell’intestatario dell’immobile a richiedere le detrazioni. Ad esempio, se la casa è intestata alla moglie ma quest’ultima non lavora ed è fiscalmente a carico del marito, può quest’ultimo richiedere le detrazioni per i Bonus edilizi con il proprio Modello 730? È possibile anche se le fatture che attestano le spese sono intestate alla moglie?

Ebbene, la legge consente al coniuge del proprietario dell’immobile di richiedere le detrazioni dei Bonus casa, ma solo se ricorrono specifici requisiti. Vediamo quali sono.

Leggi anche: “Bonus edilizi su immobili in comodato d’uso: il metodo infallibile per non perdere le detrazioni fiscali“.

Richiesta detrazioni da parte del coniuge: le condizioni per non perdere le agevolazioni

La legge consente al coniuge del proprietario dell’edificio oggetto di lavori edilizi per i quali sono state richieste le agevolazioni di usufruire delle detrazioni.

A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, che ha chiarito come il diritto spetti al coniuge, al convivente di fatto, all’unito civilmente, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.

È, però, necessario che il richiedente conviva con il possessore o il detentore dell’immobile, al momento dell’inizio dei lavori oppure al momento del pagamento delle spese che rientrano nelle detrazioni. Le spese, poi, devono essere relative a immobili (anche diversi dall’abitazione principale) nei quali può avvenire la convivenza. Di conseguenza, non si può richiedere la detrazione per immobili non disponibili (ad esempio, quelli locati).

Per accedere ai Bonus non è richiesto che i familiari stipulino un contratto di comodato, perché è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con la quale si accerta di essere familiari conviventi.

Per richiedere le detrazioni, inoltre, bisogna possedere tutte le fatture, le ricevute fiscali e i documenti che attestano le spese sostenute e la tipologia di interventi realizzati. È importante che la documentazione risulti intestata a colui che ha effettuato le spese. Se, invece, è intestata a una persona diversa (ad esempio, il familiare comproprietario), bisogna specificare sulle fatture i dati anagrafici di chi ha sostenuto le spese e la percentuale spettante.

Quest’operazione va compiuta a partire dal primo anno di fruizione dell’agevolazione. Successivamente, però, non è consentito modificare la suddivisione della spesa.

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