Capiamo se una donazione può essere un escamotage da utilizzare per fermare un pignoramento. Niente bene niente pignoramento, funziona così?
Il pignoramento impedisce l’utilizzo di un bene e ne predispone la vendita all’asta per ripagare il debito del contribuente che non ha versato quanto dovuto. Una donazione è una possibile soluzione?
Nel timore che la casa, ad esempio, possa essere messa all’asta il debitore la dona al figlio o ad un parente per evitare di perdere l’immobile. Può essere questa la soluzione da mettere in atto? La Legge lo consente e servirebbe a raggiungere lo scopo? Iniziamo subito con il dire che il creditore può pignorare un’abitazione anche se prima casa, pure in presenza di un debito di importo basso e se tra gli inquilini ci sono minori, invalidi o anziani. Il divieto di pignoramento della prima casa, infatti, vale solo in caso di debiti fiscali.
Dopo il titolo esecutivo, dunque, il creditore può fare domanda al giudice di vendita dell’immobile del debito all’asta per ottenere indietro i soldi spettanti. E se nel frattempo il debitore avesse donato la casa al figlio? Il creditore potrebbe impugnare l’atto di donazione e renderlo inefficace entro cinque anni dalla trascrizione nei Pubblici Registri. Scatterebbe così una revocatoria.
Leggi anche >>> Donazione di soldi e beni: le regole e le tasse da pagare che molti non conoscono e ricevono il controllo del Fisco
La revocatoria è concessa solamente se il creditore può dimostrare che il debitore non ha altri beni che possono essere pignorati per recuperare il debito. In questo caso la donazione potrebbe non servire a nulla avendola impugnata. E se ci fosse un’ipoteca sulla casa? Se il creditore ha iscritto ipoteca prima della eventuale donazione allora sarà il donatario a subire il pignoramento indipendentemente dal passaggio di proprietà. Con la donazione, infatti, si trasferisce sia la casa che l’ipoteca. Mai donare, dunque, un immobile ipotecato, non risolverebbe il problema del pignoramento.
Se il pignoramento è già pendente, poi, è reato vendere o donare la casa. Qualora l’azione non sia stata ancora intrapresa, invece, sarà possibile procedere con la donazione e “salvare” l’abitazione a meno che non ci sia l’ipoteca già applicata. Ma neanche questo è detto. Se il creditore ha trascritto il pignoramento entro l’anno successivo all’atto di donazione non deve procedere con l’azione revocatoria e può pignorare la casa direttamente con riferimento al donatario pur non essendo il reale debitore. Questo perché l’intestazione si presume come fittizia e il debitore non potrà mai dimostrare il contrario. La casa, dunque, andrà all’asta anche con donazione prima dell’ipoteca e del pignoramento. Solo se passerà più di un anno allora la donazione sarà valida anche se l’azione revocatoria sempre possibile per il creditore.
Leggi anche >>> Donazione con riserva di usufrutto: ecco come cedere la casa al figlio senza pagare tasse
L’Agenzia delle Entrate rafforza l’assistenza dedicata alla dichiarazione precompilata con aperture straordinarie degli uffici territoriali…
Venerdì 29 maggio 2026 si annuncia una giornata complessa per chi deve viaggiare. Lo sciopero…
Torna una delle scadenze fiscali più delicate del 2026. I contribuenti che hanno aderito alla…
Nuovi aumenti per milioni di dipendenti pubblici italiani a partire da luglio 2026. L’adeguamento riguarda…
Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione riaccende l’attenzione sulla decorrenza della pensione e sul…
Il Bonus casa si prepara a una svolta inattesa che potrebbe congelare i piani di…