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Credi che la Vitamina B3 faccia bene? In realtà aumenta i rischi di malattie cardiache, lo rivela uno studio

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Quando si parla di Vitamina B3, detta anche Niacina, si pensa che sia fondamentale per la salute, e ciò è vero solamente in parte.

La vitamina B3 (vitamina PP o niacina), fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, ovvero quelle che dobbiamo reperire con l’alimentazione perché l’organismo non le accumula.

Troppa Vitamina B3 è associata al rischio malattie cardiache – InformazioneOggi.it

La Vitamina B3 si trova in molti alimenti, come ad esempio le carni bianche, gli spinaci, il fegato, il salmone, il tonno, il pesce spada, ma anche le arachidi e il lievito di birra.

Per quanto riguarda le funzioni di questa vitamina, ricordiamo che la B3 svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella salute delle cellule, ossigenandole, attua meccanismi a favore della circolazione sanguigna e del sistema nervoso, ed è utile nei processi digestivi nonché nel mantenimento della salute della pelle.

Ma cosa succede se, inconsapevolmente, ne assumiamo troppa? Ciò che è emerso da un recente studio deve metterci in guardia.

Attenzione a ciò che metti nel carrello della spesa, alcuni alimenti sono stracolmi di Vitamina B3 e possono innescare problemi al cuore

Secondo una nuova ricerca, una vitamina aggiunta a molti prodotti alimentari trasformati è collegata ad un aumento del rischio di malattie cardiache.

Si tratta del primo studio in assoluto che documenta i danni al cuore legati al consumo eccessivo di Vitamina B3, che spesso le persone effettuano senza rendersene conto.

Leggi anche: Scoperta incredibile sui rischi d’infarto, alcuni arrivano al 51% di probabilità in più, ecco perché

Infatti i consumatori non sanno che la B3 o Niacina è aggiunta in tantissimi alimenti che portiamo in tavola tutti i giorni: cereali, farina, pane e tutti gli alimenti derivati e trasformati.

Un ricercatore della Cleveland Clinic, il dottor Stanley Hazen, avverte che assumerne troppa può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Quello che abbiamo scoperto è che le persone che appartengono al 25% più ricco della popolazione ne assumono troppa e, di conseguenza, producono alcuni di questi metaboliti in eccesso che normalmente non sarebbero nemmeno visibili in un ambiente sano.

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