Una delle proposte per risollevare le sorti del sistema previdenziale italiano potrebbe essere il cd. Bonus pensione a 71 anni. Cosa prevede e a chi è rivolto?
In base ai dati emersi dal XII Rapporto di Itinerari Previdenziali, il sistema previdenziale italiano rischierebbe il collasso tra 10 o 15 anni.
La causa della crisi è da rinvenire nell’eccessivo incremento dei costi, che saranno maggiori degli introiti, derivanti dal calo demografico e dal progressivo invecchiamento della popolazione. Se, infatti, i pensionati continueranno a essere più degli occupati, l’intero sistema sarebbe sotto attacco.
Per evitare il peggio, è necessario pensare a nuove misure in grado di assicurare la sostenibilità del meccanismo pensionistico italiano.
Da qui la proposta di concedere un nuovo Bonus per coloro che scelgono di andare in pensione a 71 anni, ben oltre il limite anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia stabilito dalla Legge Fornero, attualmente fissato a 67 anni.
Incentivando i lavoratori a sacrificare la pensione per un po’ di tempo sarebbe possibile contenere i costi. Ma come funzionerebbe questa nuova misura e quali vantaggi comporterebbe agli interessati? Scopriamolo.
In seguito alla presentazione, lo scorso 16 gennaio, alla Camera dei Deputati dell’XI Rapporto di Itinerari Previdenziali (l’organizzazione impegnata nella ricerca, formazione e informazione dei sistemi di protezione sociale) è stata avanzata una proposta da parte di Alberto Brambilla, Presidente dell’ente e Sottosegretario al Ministero del Lavoro.
Nel dettaglio, ha sottolineato come le misure di flessibilità in uscita introdotte negli ultimi anni hanno, di fatto, aumentato eccessivamente la spesa pubblica. Per cercare di preservare la stabilità del sistema previdenziale italiano, Alberto Brambilla ha proposto di assegnare un “superbonus” ai lavoratori che decidono di andare in pensione a 71 anni, invece che a 67 anni, come stabilito dalla Legge Fornero.
Ma quali potrebbero essere i vantaggi di questo nuovo bonus? Senza dubbio, ci sarebbero dei vantaggi economici per i beneficiari, perché i futuri pensionati potrebbero contare su un’entrata extra, che si aggiungerebbe all’importo dell’assegno pensionistico.
Al momento, non ci sono indicazioni precise sulla reale possibilità di introdurre la misura, perché prima bisognerà valutarne la portata, anche in vista della futura riforma delle pensioni. Ad oggi, tra l’altro, non è ancora chiaro a quanto ammonterebbe il Bonus e quali dovrebbero essere gli specifici requisiti per richiederlo.
In ogni caso, bisognerà trovare soluzioni idonee, che rendano sostenibile il sistema previdenziale italiano, fortemente in affanno, prima che sia troppo tardi.
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