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Economia

Le banche chiudono gli sportelli: i correntisti scelgono il risparmio di Poste Italiane

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Le banche stanno chiudendo le filiali ma i clienti non apprezzano granché la rivoluzione. Ecco percentuali interessanti dell’indagine Uilca.

Nei tempi odierni il rapporto tra banca e cliente sta cambiando notevolmente, rispetto a qualche anno fa. Gli istituti di credito danno infatti sempre più spazio all’home banking e contano sempre più sulle capacità informatiche dei loro correntisti che, dal pc o smartphone, possono oggi compiere una grande quantità di operazioni bancarie, senza recarsi in filiale.

Sempre meno filiali bancarie, ma i clienti non ci stanno. I dati di una recente indagine (Informazione Oggi)

La politica di contenimento dei costi fa il resto, con molte banche che stanno via via disponendo la chiusura di filiali sul territorio, specialmente quelle nelle aree meno decentrate ed affollate. Ma in questo contesto, c’è un dato che spicca ovvero il diffuso passaggio allo sportello postale, da parte del cittadino che assiste alla chiusura della sede locale della banca in cui aveva aperto il conto. Vediamo più da vicino.

Filiali bancarie in chiusura? Tra le soluzioni gli sportelli postali

Un cittadino su cinque si rivolge alle Poste: è questo il dato che emerge da una ricerca Uilca presentata al Cnel, secondo cui – nel complesso – i cittadini e correntisti italiani non apprezzano affatto la chiusura delle filiali sul territorio. Le considerano anzi un presidio essenziale per gli investimenti e non solo.

Ma sono le percentuali che emergono dalla ricerca di Uilca che fotografano bene la situazione. Infatti agli intervistati, nell’ambito di un’indagine demoscopica, è stato chiesto quale sarebbe il passo successivo alla chiusura della propria filiale bancaria. Ecco i risultati:

  • il 66,8% degli intervistati si recherebbe in un ufficio fisico
  • il 48,5% si recherebbe in un’altra filiale bancaria
  • il 18,3% si rivolgerebbe ad un ufficio postale
  • il 25,4% utilizzerebbe i servizi della banca online

Dalla ricerca emerge che i correntisti, nel complesso, sono ancora piuttosto restii a usufruire dei servizi digitali dell’home banking e preferiscono il rapporto diretto con la filiale e gli impiegati. D’altronde Uilca evidenzia altresì che anche nei tempi odierni 7 cittadini su 10 scelgono come “gestore” del denaro solo la banca, mentre 17,9% sceglie sia la banca che la posta mentre il solo 8,7% esclusivamente la posta.

C’è chi sposta la residenza per la chiusura della filiale bancaria: il dato che conferma il legame cliente-banca tradizionale

Non solo. C’è un’altra percentuale che conferma il quadro: il 13,8% delle persone dichiara di aver preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali. Insomma, il rapporto diretto con la filiale di banca permane di primaria importanza per le esigenze dei correntisti, legate alla gestione del risparmio, ai prestiti e agli investimenti.

E a riprova di quanto appena detto tra gli intervistati oltre la metà – il 52% – va in banca una volta al mese, il 21% una volta ogni 6 mesi, il 13,8% una volta l’anno e il 9,8% mai. Altre percentuali che confermano quanto ancora siano percepiti come utili, se non addirittura essenziali, i servizi forniti dalle banche presenti a livello ‘fisico’ sul territorio.

Infine è da non dimenticare che, nel periodo che va dal 2018 al 2022, il numero dei comuni con almeno una filiale bancaria è sceso del 10,9%, passando da 5.368 comuni del 2018 ai 4.785 del 2022. Nel 2022, su 7.901 comuni del nostro paese, più di 3 mila – ovvero il 39% – non prevede l’accesso al servizio bancario.

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