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Pensioni

In pensione a 59 anni con un invalido a casa: a quali condizioni e come presentare la domanda

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I lavoratori che hanno un componente del nucleo familiare con invalidità riconosciuta possono fare domanda di pensionamento a 59 anni. 

Le persone che assistono un familiare con disabilità si chiamano caregiver e possono approfittare di diverse agevolazioni. Tra i benefici da richiedere il pensionamento anticipato con diversi scivoli messi a disposizione dal sistema previdenziale italiano.

Quando un invalido in casa permette la pensione a 59 anni? (Informazioneoggi.it)

L’assistenza di un disabile grave richiede tempo, pazienza e dedizione. Sia fisicamente che mentalmente può risultare difficile prendersi cura costantemente di chi non è autosufficiente e ha difficoltà di deambulazione. Ecco perché lo Stato italiano prevede diverse agevolazioni assistenziali ed economiche per i caregiver. Ci sono aiuti sul lavoro, ad esempio, come il congedo straordinario e i tre giorni di permesso al mese. Tra le misure troviamo anche vantaggi previdenziali di cui approfittare.

Parliamo della possibilità di lasciare il mondo del lavoro anticipatamente rispetto la pensione di vecchiaia che si raggiunge a 67 anni di età e con 20 anni minimo di contributi maturati. Due scivoli si rivolgono ai caregiver – a condizione che assistano il disabile grave da almeno sei mesi – ma solo uno dei due coinvolge tutti i lavoratori.

Come andare in pensione a 59 anni con un invalido in famiglia

Oltre all’assistenza da minimo sei mesi, per essere considerati caregiver ammessi al pensionamento anticipato occorrerà convivere con il disabile grave. In particolare, le lavoratrici che soddisfano queste condizioni potranno lasciare il lavoro con Opzione Donna. La misura in scadenza al 31 dicembre 2023 è stata prorogata e si potrà continuare a richiedere nel 2024.

La Manovra ha modificato, però, il requisito anagrafico. Il pensionamento sarà concesso a 61 anni alle donne senza figli, a 60 anni alle caregiver con un figlio e a 59 anni unicamente alle lavoratrici con due o più figli oppure che sono impiegate presso un’azienda in crisi. Rimane inalterato il requisito contributivo dei 35 anni e l’obbligo di utilizzare il sistema di calcolo contributivo pur avendo versato contributi prima del 1996.Con i vecchi requisiti potranno andare in pensione solo le lavoratrici che li hanno maturati prima della scadenza della misura grazie alla cristallizzazione del diritto.

Per quanto riguarda le finestre di decorrenza previste da Opzione Donna sono di dodici mesi per le dipendenti e di diciotto mesi per le autonome. La seconda misura richiedibile dai caregiver è l’APE Sociale. Lo scivolo sarà attivo anche nel 2024 ma la proroga ha introdotto un cambiamento. Per lasciare il lavoro occorrerà raggiungere i 63 anni e cinque mesi di età. I contributi necessari, poi, sono 30 anni e l’importo della pensione non potrà superare i 1.500 euro fino al compimento dei 67 anni di età.

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