L’Assegno di Inclusione ha veramente una marcia in più rispetto al Reddito di Cittadinanza: ecco cosa sta succedendo

Dal 1° gennaio 2024 l’Assegno di Inclusione ha sostituito il Reddito di Cittadinanza ma siamo certi che non replicherà gli errori del passato? 

Il Governo Meloni ha fortemente voluto la cancellazione del Reddito di Cittadinanza e crede che l’ADI sia migliore del vecchio sussidio. Tale opinione ha del vero oppure si tratta di una vana speranza?

Assegno di Inclusione a confronto con l'RdC
L’Assegno di Inclusione sarà più efficace rispetto l’RdC? (Informazioneoggi.it)

Conosciamo bene gli errori del Reddito di Cittadinanza. La misura invece che incentivare a trovare lavoro è diventata una paghetta mensile per tanti furbetti che nel frattempo lavoravano in nero oppure non avevano alcuna intenzione di accettare un’occupazione. Avrebbe dovuto aiutare le persone oneste nella ricerca di un’occupazione tramite i Centri per l’Impiego ma molti percettori in tre anni non hanno ricevuto nemmeno un’offerta di lavoro.

Una misura immorale e poco utile secondo Giorgia Meloni che non ha esitato ad interromperla per dare spazio a nuovi aiuti. Parliamo del Supporto per la Formazione e il Lavoro e dell’Assegno di Inclusione rivolti rispettivamente agli occupabili tra i 18 e i 59 anni e alle famiglie con invalidi, minori, over 60 o in condizioni di svantaggio sociale. Ma si tratta realmente di misure diverse?

L’Assegno di Inclusione riuscirà a fare meglio del Reddito di Cittadinanza?

Al pari dell’RdC l’Assegno di Inclusione è un sussidio economico erogato alle famiglie con reddito basso a condizione che accettino il Patto di Attivazione Digitale con l’inserimento in programmi volti all’inclusione sociale o alla ricerca di una nuova occupazione. Esattamente come per il Reddito di Cittadinanza serve una promessa per ottenere il beneficio. L’impegno ad attivarsi socialmente e professionalmente è obbligatorio, dunque, ma come saranno incentivati i cittadini a mantenere tale promessa?

L’RdC non ha aiutato in tal senso. Forse per colpa della pandemia che ha limitato le assunzioni e bloccato l’attivazione dei programmi di inserimento. Forse per l’inadeguatezza formativa dei Centri per l’Impiego o perché le aziende non reputavano soddisfacenti i requisiti dei possibili candidati. I furbetti non hanno sicuramente aiutato ad aumentare l’efficacia dell’RdC.

E ora cosa accadrà con l’Assegno di Inclusione? Per rispondere dovremmo avere la certezza che le vecchie problematiche riscontrate siano state risolte. Ma non l’abbiamo. Chi era senza requisiti si è formato nel frattempo? Le aziende sono disposte ad assumere i percettori di ADI (il Governo incentiva le assunzioni nel 2024 con uno sgravio contributivo)? I cittadini sono interessati a trovare un lavoro con uno stipendio di importo simile a quello dell’Assegno? Vedremo tra qualche mese l’evoluzione dell’Assegno di Inclusione e capiremo se sarà un successo o l’ennesimo fallimento.

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