Le risorse per la Riforma delle Pensioni non ci sono, cade ogni speranza dopo l’approvazione del NEDEF. Cosa accadrà, dunque, nel 2024?
Continueremo a parlare di proroghe fino a che il Governo non avrà i soldi per finanziare una Riforma delle Pensioni strutturale e flessibile.
Poco o nulla cambierà nel 2024 in tema pensioni. Non ci sarà Quota 41 per tutti né una nuova misura a far gioire i lavoratori. Ci sono troppe poche risorse e probabilmente tutto ciò che si farà sarà prorogare Quota 103, l’APE Sociale e Opzione Donna. La prima misura si raggiunge a 62 anni di età e 41 anni di contributi. Non attira i lavoratori quando ad un passo c’è la più conveniente pensione anticipata ordinaria (41 anni e dieci mesi per le donne e 42 anni e dieci mesi per gli uomini).
In più il Governo vuole spingere i cittadini ad aspettare con incentivi in busta paga per chi rinuncia al pensionamento anticipato. Un cambiamento si potrebbe osservare per quanto riguarda Opzione Donna. Potrebbe essere tolto, infatti, il paletto del numero dei figli per stabilire l’età di pensionamento (60 anni senza figli, 59 anni con un figlio e 58 anni con due figli). Nessun altro ampliamento della platea, poi, né per Opzione Donna né per l’APE Sociale sempre per mancanza di risorse sufficienti.
D’altra parte ci sono voci di un addio ad Opzione Donna per l’inserimento dell’APE Sociale in rosa – l’APE Donna. Stessi requisiti richiesti agli uomini ma con una riduzione dell’età richiesta per il pensionamento – 61/62 anni invece di 63.
Le misure citate non invogliano i lavoratori a lasciare il lavoro. Comportano, infatti, un taglio sull’assegno pensionistico importante soprattutto per le donne con tanti anni di contributi maturati prima del 1996 (Opzione Donna richiede il sistema di calcolo contributivo indipendentemente dal momento in cui si è iniziato a lavorare). Si parla anche di un 30/40% in meno che, però, nel tempo si ridurrà fino ad azzerarsi dato che sempre meno lavoratrici avranno iniziato a maturare contributi prima del 1996.
Infine, nel 2024 potrebbe arrivare un aiuto per i redditi più bassi con una rivalutazione sulla riga di quella del 2023 (taglio per fasce) mentre si continua a ragionare senza soluzione alcuna sulle pensioni minime. Da 600 euro si dovrebbe arrivare a mille euro entro la fine della magistratura ma la strada è ancora lunga.
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