Circa 15 mila percettori di Reddito di Cittadinanza occupabili non riceveranno il Sussidio per la formazione e il lavoro. Il Governo pensa a misure alternative.
Dal primo settembre i cittadini tra i 18 e i 59 anni occupabili che hanno perso o perderanno l’RdC possono fare richiesta di Supporto per la formazione ma non tutti.
La fine del Reddito di Cittadinanza sta facendo discutere. Come verranno aiutati i percettori una volta scaduti i sette mesi di ricarica? L’accesso al Supporto per la formazione e per il lavoro del valore di 350 euro per un anno non è aperto a tutti. La stima è di 15 mila soggetti circa che rimarranno senza aiuti e non potranno iscriversi a corsi di formazione ed essere indirizzati verso un nuovo lavoro.
L’INPS e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si sono attivati per comprendere quali sono le qualifiche di questi cittadini nel “limbo”. L’obiettivo è individuare un percorso che permetterebbe loro di collocarsi sul mercato.
Tra le soluzioni potrebbe esserci un innalzamento del limite ISEE per ottenere il Supporto. O in alternativa l’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per inserire i cittadini interessati nel programma Gol per il lavoro. Si potrebbero creare percorsi specializzati utilizzando i soldi del programma anti-povertà.
Varie soluzioni, dunque, al vaglio del Governo. Non manca l’ipotesi di un ulteriore sussidio ma al momento si tratta solo di congetture sulle quali ragionare per evitare che si siano persone totalmente privi di aiuti e della possibilità di trovare un lavoro.
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