Durante il congedo straordinario previsto dalla Legge 104 chi effettua i controlli sul lavoratore? L’INPS o il datore di lavoro?
Il dipendente che assiste un familiare con disabilità grave può chiedere il congedo straordinario e assentarsi dal lavoro per un massimo di due anni.
In redazione è giunto un quesito. “Con il congedo per la 104 chi fa i controlli, il datore di lavoro o l’INPS?“. I fruitori della Legge 104 sono soggetti a controlli essendo disciplinata da specifiche direttive. Chi chiede il congedo straordinario, ad esempio, dovrà convivere con il disabile grave per l’intero periodo di assenza dal posto di lavoro. Inoltre si deve rispettare un ordine di priorità e una serie di regole rigide.
Il congedo si prende per assistere il malato di conseguenza la maggior parte del tempo dovrà essere trascorso al fine di prendersi cura del disabile. Nessuna vacanza né weekend fuori porta né feste con amici o lunghe serate in pizzeria. Chi venisse beccato a violare la normativa potrebbe essere licenziato.
I controlli possono essere effettuati sia dall’INPS che dal datore di lavoro. Le finalità sono diverse. Verificare lo stato di disabilità grave della persona con handicap oppure l’uso corretto dei permessi. La prima condizione è verificata da una Commissione medica legale dell’ASL. La seconda, invece, è di pertinenza dell’INPS e del datore di lavoro che possono avvalersi della competenza di un’agenzia di investigazione.
Il datore di lavoro può incaricare un investigatore privato di seguire i movimenti del lavoratore in congedo per procurarsi foto, video, documenti che provino il mancato rispetto delle regole. Può, inoltre, avvertire i Carabinieri dell’abuso (indebita percezione del trattamento economico). L’INPS, invece, può segnalare un’infrazione alla Procura della Repubblica che poi porterà avanti le indagini.
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