La Messa a Disposizione è un’ottima opportunità di supplenza per i precari. Ma bisogna compilare e inviare la richiesta nel modo corretto.
La MAD (Messa A Disposizione) è uno degli strumenti più semplici per ricevere un incarico di supplenza presso un istituto scolastico, anche senza laurea o concorso.
È rivolta sia ai docenti sia al personale amministrativo e si concretizza in un’istanza con la quale ci si candida per ricoprire una determinata qualifica, sulla base dei requisiti posseduti.
A seconda del ruolo per il quale ci si vuole proporre, sono necessarie le condizioni minime imposte dalla legge e, dunque, la laurea (magistrale, specialistica o di vecchio ordinamento) per chi è orientato verso l’insegnamento oppure il diploma, per lavorare presso gli Istituti Tecnici Professionali (ITP).
Tramite la MAD si possono ottenere supplenze come personale educativo, ATA o docente sia sui posti comuni sia sui posti di sostegno.
Attenzione, però, perché la Messa a Disposizione può essere inoltrata soltanto da coloro che non sono già iscritti in altre graduatorie (ad esempio, chi rientra nelle GPS). Si può inviare per una sola provincia ma per più scuole.
La MAD non scade, ma sarebbe opportuno rinviarla annualmente, per far sì che venga ribadita la propria disponibilità ad effettuare supplenze in quel determinato anno scolastico.
In che modo va compilata e, poi, inoltrata la domanda di Messa a Disposizione? Scopriamo qual è la procedura corretta..
Come anticipato, la MAD consiste in un’autocandidatura e, dunque, deve contenere le informazioni personali dell’interessato, come i dati anagrafici e i seguenti dettagli:
La Messa a Disposizione deve essere inoltrata soltanto agli istituti scolastici nei quali si trova l’ufficio del dirigente.
L’istanza può essere presentata a mano opporre tramite raccomandata A/R, PEC o email. Alcuni istituti, invece, hanno a disposizione degli aspiranti uno specifico form online, al quale si accede tramite il sito web ufficiale della scuola.
La richiesta può essere inviata in ogni momento, anche se sarebbe preferibile provvedere entro la fine di settembre, poco dopo l’inizio dell’anno scolastico, oppure a giugno, con la fine dell’anno scolastico e prima delle eventuali organizzazioni di corsi di recupero estivi.
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