Aumentano i contagi da Covid-19: mangiare la frutta invece della carne aiuta a combattere il virus

Il Covid 19 torna a colpire. Nelle ultime settimane è stato riscontrato un aumento dei contagi. Come aiutare il proprio corpo a resistere all’attacco?

Più frutta e meno carne, queste le indicazioni dei ricercatori che hanno studiato il Covid e gli effetti sull’intestino.

Covid 19 e alimentazione cosa non mangiare
Covid 19, sì alla frutta no alla carne – informazioneoggi.it

I casi Covid sono raddoppiati rispetto la settimana scorsa non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Cresce, dunque, la possibilità di essere contagiati per la prima, seconda o terza volta. Nessun riguardo per chi si è vaccinato o è già stato positivo. Il Covid può colpire chiunque come ampiamente dimostrato.

E durante la malattia il microbiota intestinale risulta significativamente alterato come rivelato da recenti studi scientifici. Di conseguenza mangiare frutta fresca piuttosto che carne processata ridurrebbe il rischio di infezione. Da limitare anche l’uso del sale che aumenterebbe la gravità dell’infezione stessa.

La ricerca è stata pubblicata su Clinical Nutrition. I ricercatori sono arrivati alla conclusione che dieta e microbiota intestinale sono correlate al Covid 19. Un risultato importante per cercare di ridurre i tassi di morbilità e mortalità.

Le conclusioni della ricerca cinese

Il microbiota intestinale è alterato in modo significativo nei soggetti positivi al Covid. I ricercatori hanno studiato 18.340 persone e si sono focalizzati sul microbiota intestinale e sui fenotipi associati proprio al Virus estrapolati da vari database. Hanno così riscontrato tre tipi di Covid ossia infezione, infezione grave e infezione con ricovero ospedaliero.

Poi hanno raccolto informazioni sulla dieta da altri database e i fenotipi della dieta con assunzione di carni, frutta, verdura, bevande. Incrociando i dati è emerso come il consumo di carne processata aumenti il rischio di Covid in modo significativo. Al contrario l’assunzione di frutta fresca sembrerebbe ridurre il rischio di infezione grave.

I risultati hanno riportano

  • una riduzione del rischio con i batteri Ruminococcustorques, Ruminococcus 1 e Bifidobacteriales,
  • un aumento del rischio con i batteri Ruminococcaceae UCG013, Tyzzerella 3, Bifidobacteriaceae e acrtinobacteria.
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