Supermercato, la magia dei prezzi che finiscono con ’99: davvero vi lasciate ancora ingannare?

Una regola che ormai sta alla base del commercio. Questo si può dare per scontato. Potremmo chiamarla la regola del centesimo.

Niente di particolarmente nuovo. Una regola, che cosi come anticipato potremmo ormai definire come alla base stessa di ogni regola commerciale. Il modo perfetto per gabbare i consumatori. Tutto è molto più semplice di quello che si può immaginare. Andare al supermercato per fare la spesa per può diventare qualcosa di realmente complicato. A confermare quanto affermato ci sono una serie di logiche ben precise che devono sempre essere prese in considerazione.

Spesa al supermercato
Prezzi falsati – informazioneoggi.it

Al giorno d’oggi fare la spesa è diventato più che mai proibitivo. L’aumento dei prezzi degli ultimi mesi hanno portato a uno stravolgimento generale delle abitudini negli stessi consumatori assolutamente drastico. Oggi più che mai occorre fare attenzione a come “muoversi”.

Se si considera, per esempio, la grande distribuzione, ci si trova sempre di più immersi in una giungla di sottili logiche commerciali che nella maggior parte dei casi tendono a ingannare gli stessi cittadini. L’esempio più lampante è la distribuzione degli stessi prodotti negli appositi spazi.

Il supermercato, in genere, è un luogo in cui il consumatore è indirizzato ad acquistare specifiche cose nel tempo stabilito dalle stesse logiche di marketing. Prodotti ingombranti alla fine del percorso, per esempio, per evitare di riempire sin da subito i carrelli di cui gli stessi consumatori sono provvisti. Un esempio pratico? Le confezioni d’acqua, presenti sempre a fine negozio.

Al di la di queste specifiche dinamiche troviamo poi altre situazioni che nella maggior parte tendono ad acquistare chi fa la spesa. In questo specifico caso tutto si gioca sul filo sottilissimo della differenza di pochi centesimi da un importo pieno. Nello specifico si fa riferimento a quei prezzi tipo “1,99”, 4,99″ e cosi via.

Prezzi al supermercato: gli importi che catturano l’attenzione dei consumatori

Secondo uno specifico studio portato avanti dai ricercatori del Mit, ci sarebbero delle specifiche linee guida dietro particolari importi. Si è riscontrato, per esempio che l’effetto delle cifre di sinistra è superiore a quello delle cifre di destra. Di conseguenza in un importo di “1,99 euro”, pari praticamente a 2 euro, si noterà maggiormente  la prima cifra, quindi l’1, di conseguenza il consumatore tenderà a scegliere il prodotto specifico.

Altra particolare intuizione da parte degli esperti di marketing è quella di aver verificato che i consumatori vengono attratti naturalmente da cifre che possono essere considerate secondo certe logiche commerciali innaturali. Importi anomali, insomma, che contengono cifre non piene. 37, 54 e cosi via.

Negli ultimi tempi i cittadini hanno preso sempre più coscienza rispetto a queste specifiche strategie e in molti casi sono più che mai consapevoli che di fatto alcuni prezzi dei prodotti esposti negli scaffali non corrispondono agli stessi prezzi nel momento in cui si transita alla cassa.

Occorrerebbe maggiore chiarezza in certi contesti commerciali, questo è poco ma sicuro. Le logiche in questione, però, favoriscono spudoratamente la vendita di specifici prodotti e di conseguenza di fronte al “guadagno”, come troppo spesso accade c’è davvero ben poco da protestare.

Massima attenzione, quindi, tra i reparti dei supermercati ma non solo. Il marketing e l’astuzia dei relativi esperti è sempre più che mai dietro l’angolo.

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