Assenze per malattia, attenzione al periodo di comporto: quando si azzera?

Il lavoratore che supera in periodo di comporto può essere licenziato. Per evitare questa tragica conseguenza scopriamo quando si azzera. 

Quando si può chiedere nuovamente la malattia dopo aver raggiunto il limite del periodo di comporto?

Quando si azzera il periodo di comporto
Quando si azzera il periodo di comporto – Informazioneoggi.it

Il periodo di comporto è il totale delle assenze per malattia effettuate da un dipendente. C’è un limite massimo stabilito nei Contratti Collettivi che non deve essere superato per non rischiare il licenziamento. Se il contratto non dovesse fissare tale soglia massima, allora si fa riferimento al periodo fissato dagli usi o secondo equità – così afferma la Legge.

Nella maggior parte dei contratti si offre al lavoratore la possibilità di chiedere un periodo di aspettativa non retribuita una volta superato il periodo di comporto. Ma se ciò non dovesse essere previsto, quando si  azzererà il periodo di comporto in modo tale da poter ricominciare a tornare in malattia in caso di problemi di salute?

Come e quando si azzera il periodo di comporto per i dipendenti

Il CCNL stabilisce sia la durata del periodo di comporto sia i tempi dell’azzeramento. Solitamente devono passare dai tre ai sei mesi prima di poter ritornare a chiedere i giorni di malattia.

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Periodo di comporto, i dettagli nel CCNL – Informazioneoggi.it

Occorre sapere, poi, che esistono due metodi diversi per conteggiare il periodo in questione. C’è il comporto secco che conta le assenze di una sola malattia e, dunque, prevede che il periodo di comporto si azzeri al termine di ogni malattia. E c’è il comporto per sommatoria che considera tutte le assenze accumulate in un determinato periodo stabilito nel contratto di lavoro. Solo trascorso questo arco temporale il comporto verrà azzerato.

Poniamo il caso di un comporto secco di 180 giorni. Il lavoratore può assentarsi per malattia per 175 giorni consecutivi, ad esempio, il 176esimo tornando al lavoro azzera il comporto. Con il comporto per sommatoria, invece di sommeranno le assenza di un anno, ad esempio, e solo trascorsi questi dodici mesi ci sarà l’azzeramento.

La durata dipenderà da diversi fattori quali

  • le contrattazioni collettive,
  • i contratti individuali,
  • il ruolo ricoperto e i compiti assegnati,
  • l’ambiente di lavoro,
  • l’esperienza pregressa che potrebbe determinare un minor periodo più si ha esperienza avendo bisogno di meno tempo per diventare produttivo.

Nel conteggio del comporto, invece, occorre considerare che rientrano i giorni di ferie maturati e non goduti. Per calcolarsi occorrerà determinare i giorni di ferie che spettano e sottrarre i giorni già goduti. Il risultato corrisponderà ai giorni di comporto del dipendente. Non rientrano nel calcolo del comporto, invece, le assenze per infortuni sul lavoro, le malattie provocate dall’ambiente di lavoro e altre circostanze riportate nel contratto.

In conclusione, ogni lavoratore per conoscere i dettagli del periodo di comporto (durata, azzeramento, conteggio) dovrà leggere con attenzione il proprio CCNL.

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