Una recente indagine di cui però si parla poco dovrebbe davvero far riflettere: per ogni boccone di frutta mangiamo fino a 20 pesticidi diversi.
Che la frutta e la verdura non sia “immacolata” lo sappiamo, però molti consumatori credono che il problema riguardi le importazioni al di fuori dell’Europa.
Ogni anno vengono effettuate analisi sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli che arrivano sulle nostre tavole ma non ci sono mai buone notizie. Fragole, mele, uva, pesche e tanti altri tipi di frutta risultano spesso colmi di sostanze velenose. Anche se i livelli delle tracce sono spesso sotto ai limiti di Legge, di sicuro non fa bene alla salute accumularne di continuo.
Oggi arriva una denuncia da una nota organizzazione, la Pan Europe, Pesticide action network, che opera sin dagli anni ’80. E ciò che emerge dalle ultime dichiarazioni non è affatto rassicurante.
La Pan Europe è un’associazione fondata nel 1982 ed è formata da una corposa rete di realtà operanti a salvaguardia dei raccolti ortofrutticoli.
L’organizzazione si pone da anni l’obiettivo di ridurre al minimo la contaminazione da pesticidi della frutta e verdura che finisce nelle tavole dei cittadini europei.
Oltre a informare, promuove progetti specifici per aiutare gli agricoltori a sviluppare un’agricoltura sostenibile e al tempo stesso più salutare per gli esseri umani.
Oggi emerge un nuovo inquietante report, scaturito dai dati ufficiali del 2021 dell’Autorità per la sicurezza Alimentare EFSA. L’aspetto più preoccupante è che la frutta contaminata e “piena zeppa” di pesticidi non arriva da Paesi lontani, che magari hanno regolamentazioni meno stringenti, ma proprio da quelli europei.
Ogni boccone di frutta, quindi, è avvelenato da residui di sostanze altamente pericolose. E a poco serve lavare la frutta con acqua corrente, come sappiamo bene.
A livello generale, dai dati emerge che almeno il 70% della frutta esaminata conteneva almeno 1 pesticida e più della metà più di 2. Un situazione allarmante su cui però non sembra ci sia la volontà di intervenire, il tutto a discapito della salute dei cittadini italiani ed europei.
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