La pensione spetta anche a chi non ha mai lavorato: i chiarimenti su come ottenerla

Tutti sanno che la pensione spetta dopo un periodo di lavoro e il pagamento di contribuito. Però chi non ha mai lavorato cosa percepisce?

La pensione è una prestazione economica mensile riconosciuta tramite versamenti di contributi da parte degli stessi lavoratori.

In pensione senza contributi
Pensione anche a chi non ha mai lavorato? (informazioneoggi.it)

Si sente parlare di pensione anticipata ma in realtà il vero pensionamento, ovvero l’uscita dal mondo del lavoro, avviene al compimento dei 67 anni di età anagrafica e al raggiungimento di 20 anni di contributi. Questi, ricordiamo, maturano durante il periodo lavorativo. Invece, a chi non ha mai lavorato spetta la pensione? La risposta non lascia dubbi.

Pensione per chi non ha mai lavorato: sì o no? Ecco la risposta definitiva

La legge prevede che alle persone che non hanno mai lavorato non spetta la pensione. O almeno, non hanno diritto alla pensione previdenziale INPS. Però, hanno diritto a una specie di rendita mensile che li tutela anche se non hanno maturato contributi per la pensione.

Ecco a chi spetta l'assegno sociale
Assegno o pensione sociale: ecco a chi spetta (informazioneoggi.it)

Nello specifico, si tratta dell’assegno sociale che un tempo si chiamava pensione sociale, ovvero una misura di sostegno al reddito per le persone in difficoltà economica. L’assegno, il cui importo è di 503,27 euro al mese per 12 mensilità, sarà erogato sempre dall’INPS.

Tuttavia, non tutti possono ricevere l’assegno sociale perché sono necessari alcuni requisiti e condizioni particolari. Infatti, possono fare domanda i cittadini italiani e stranieri in possesso dei seguenti requisiti:

  • almeno 67 anni di età;
  • residenza continuativa in Italia da almeno 10 anni;
  • reddito inferiore a 6.542,51 euro se le persone sono singole che diventa 13.085,02 euro per le persone coniugate.

Sia il limite di reddito sia l’importo dell’assegno sono fissati annualmente: infatti, questi dati sono validi per il 2023. Inoltre, il requisito del reddito è il più importante perché serve a capire se e in quale misura sarà erogato l’assegno sociale.

Infatti, l’assegno spetta in misura intera se i richiedenti non sono coniugati e non hanno nessun reddito oppure sono coniugati ma con un reddito inferiore al totale annuo dell’assegno. Invece, spetta in misura ridotta ai non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale oppure ai coniugati che hanno un reddito compreso tra l’ammontare annuo e il doppio dell’importo dell’assegno.

Quali redditi dichiarare

Nella domanda sarà necessario specificare i redditi che si percepiscono e che sono compatibili con l’assegno sociale. Tra questi ci sono: quelli assoggettabile all’Irpef oppure esenti da imposta; le vincite derivanti da concorsi a premi erogati dallo Stato o da enti giuridici pubblici e privati. Ancora: quelli derivati da capitale, da terreni e fabbricati oppure pensioni di guerra ed erogate dall’INAIL; le pensioni estere; le pensioni e gli assegni degli invalidi civili.

Ricordiamo che l’erogazione dell’assegno sociale non è definitiva. Infatti, l’INPS può controllare periodicamente i beneficiari ed eventualmente sospendere o revocare il pagamento, qualora venissero meno i requisiti e le condizioni.

 

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