Fantastica iniziativa dei sindacati, che hanno chiesto l’incremento di ben 435 euro al mese sullo stipendio di alcuni lavoratori dipendenti.
L’inflazione sta mettendo in ginocchio la maggior parte delle famiglie italiane. Per questo motivo, i sindacati si stanno battendo per gli aumenti degli stipendi, per far fronte al nuovo costo della vita.
Una determinata categoria di lavoratori potrebbe finalmente ottenere un adeguamento della retribuzione, grazie al rinnovo del Contratto nazionale. Si parla di ben 435 euro in più al mese, per un totale di circa 6 mila euro all’anno.
Chi sono i beneficiari della manovra? Scopriamolo.
I sindacati hanno richiesto l’incremento dello stipendio per i lavoratori del settore bancario.
In particolare, la novità è stata votata all’unanimità dalle 5 sigle della categoria e, ora, si attende il parere dell’Abi, che dovrà valutare le possibili conseguenze di tale riforma.
L’aumento è stato deciso in vista del prossimo rinnovo del contratto nazionale e tenendo conto degli attuali livelli dell’inflazione. Come sottolineato dai sindacati del comparto bancario, infatti, la proposta “tiene conto delle dinamiche inflattive del triennio 2023-2025 e della redistribuzione della maggiore produttività“.
Ma sono attesi ulteriori cambiamenti. Tra le proposte presentate all’Abi, rientrano anche la rivalutazione di tutte le voci delle tabelle retributive (indennità, scatti), la diminuzione da 37,5 a 35 ore settimanali dell’orario di lavoro e l’aumento dei buoni pasto da 4 a 8 euro.
Centrale, poi, è la regolarizzazione dello smart working, al fine di assicurare maggior tutela ai lavoratori e preservare il “diritto alla sede fisica di lavoro“.
Attenzione, però, perché le novità non riguarderanno tutti i lavoratori del settore bancario, ma solo i quarti livelli.
L’accordo tra sindacati e Abi potrebbe saltare a causa di Intesa Sanpaolo, che è uscita dalla rappresentazione sindacale dell’Associazione bancaria italiana.
Il gruppo, infatti, ha deciso di intraprendere una contrattazione privata per decidere le sorti dei suoi circa 75 mila dipendenti. L’Amministratore Delegato, Carlo Messina, ha, però, rassicurato i lavoratori commentando la situazione con tali parole: “In una fase di incremento della redditività significativo non è in nessun modo accettabile non concedere aumenti consistenti ai lavoratori in banca“.
Per combattere l’inflazione, la Banca Centrale Europea ha innalzato i tassi degli ultimi 11 mesi, contribuendo alla crescita del 40% della redditività degli istituti bancari, con quasi 15 miliardi di euro di utili.
Di conseguenza, le risorse economiche per le banche non mancano, ma la posizione di Intesa Sanpaolo potrebbe creare non pochi problemi all’Abi e, soprattutto, agli istituti più piccoli e con meno disponibilità finanziaria.
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