Titoli di Stato, occhio alla clausola: risparmi a rischio

Occhio all’eventuale presenza di questa clausola sui titoli di Stato. In tal caso i propri risparmi potrebbero essere a rischio.

Chi ha già investito o intende investire in titoli di Stato con tale clausola rischia di veder bruciare i propri risparmi. Ma per quale motivo e di quali si tratta? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

soldi che bruciano
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Alimentazione, vestiti, prodotti per la pulizia della casa, bollette e che più ne ha più ne metta. Sono davvero tante le volte in cui sborsiamo del denaro e per questo motivo non stupisce il fatto che in molti siano alla ricerca di soluzioni alternative grazie alle quali poter guadagnare qualche euro extra.

Sempre in tale ambito, comunque, si invita a prestare attenzione e a non abbassare la guardia. In particolare chi ha già investito o intende investire in titoli di Stato con tale clausola rischia di veder bruciare i propri risparmi. Ma per quale motivo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Titoli di Stato, occhio alla clausola, risparmi a rischio: tutto quello che c’è da sapere

Come già detto è importante prestare attenzione alla presenza di questa clausola sui Titoli di Stato. Questo perché in tal caso i propri risparmi potrebbero essere a rischio. Ma di quale si tratta? Ebbene, si tratta della clausola CACS, ovvero Collective Action Clauses, che viene applicata a partire dal 2013 su diversi titoli di Stato italiani.

Attraverso tale clausola il Governo può modificare i termini del contratto in caso di ristrutturazione del debito pubblico. In tal caso, ad esempio, potrebbe decidere di ridurre il valore nominale dei titoli, degli interessi oppure allungare le scadenze. Ne consegue che coloro che detengono dei titoli di Stato con tale clausola potrebbero fare i conti con delle perdite significative.

A tal proposito è bene ricordare che non tutti i titoli di Stato hanno tale clausola. Entrando nei dettagli è possibile affermare che in genere presentano tale disposizione i BTP emessi dopo il 2013 e i CTZ, ovvero i Certificati del Tesoro Zero Coupon. Sono esclusi invece i Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza inferiore ai dodici mesi. In caso di dubbi si consiglia comunque di controllare il prospetto informativo sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze per ottenere maggiori informazioni in merito.

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