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Economia

Canone RAI, chi vuole l’esenzione deve pensarci ora: pochi giorni e il tempo finirà

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La domanda di esenzione dal pagamento del Canone RAI deve essere inoltrata entro pochi giorni. Scopriamo come procedere.

Il 30 giugno 2023 scade il termine ultimo per la domanda di esenzione dal Canone RAI per il semestre luglio-dicembre dell’anno in corso.

Canone RAI, la richiesta di esenzione deve partire ora! – Informazioneoggi.it

Il canone di abbonamento alla televisione deve essere corrisposto da chiunque sia in possesso di un apparecchio televisivo in grado di ricevere i canali del digitale terrestre. La tassa si paga una sola volta all’anno nella misura di 90 euro. Il versamento è rateizzato in dieci mesi con rate di pari importo (9 euro al mese) e inserito nella bolletta della luce. In alternativa è concesso l’addebito sulla pensione facendone richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento dell’abbonamento.

I cittadini esenti dal pagamento sono gli over 75 con reddito inferiore a 8 mila euro, i diplomatici e militari stranieri e i contribuenti con utenza elettrica residenziale ma che non possiedono un apparecchio televisivo funzionante. Questi devono inoltrare domanda di esenzione rispettando specifiche tempistiche.

Esenzione dal pagamento del Canone RAI, quando si deve richiedere

I cittadini che inoltrano domanda di esenzione entro il 31 gennaio dell’anno in corso potranno non pagare il Canone RAI per tutto il 2023. In caso di ritardo si ha tempo fino al 30 giugno dell’anno in corso per non procedere con i versamenti del secondo semestre. Superando anche questo termine ultimo il cittadino dovrà pagare quanto dovuto pur avendo diritto all’esenzione. Solo nel 2024, poi, potrà godere dell’esenzione.

Canone RAI, requisiti e invio esenzione – Informazioneoggi.it

Per quanto riguarda la richiesta di esenzione questa si presenta come un’autocertificazione nella quale l’interessato dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità di non essere in possesso di televisori funzionanti nella casa principale. Parliamo di apparecchi che possono ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre satellitare. Non vi rientrano – almeno per ora – computer, tablet e smartphone.

Una puntualizzazione. Se in casa si ha una TV funzionante messa da parte nel ripostiglio perché non utilizzata, il Canone dovrà ugualmente essere corrisposto.

Ritornando all’autocertificazione di non possesso, il documento dovrà essere inoltrato all’Agenzia delle Entrate tramite modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione presente sul portale dell’ente o della RAI. L’invio potrà avvenire anche telematicamente se si è in possesso delle credenziali Fisconline o Entratel. In alternativa si potrà

  • chiedere aiuto a CAF e Patronati,
  • inviare una PEC firmata digitalmente all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it,
  • inviare il modello tramite raccomandata A/R all’indirizzo Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1, Sportello Abbonamento TV – Casella Postale 22 – 10121.

Concludiamo ricordando che nel 2024 potrebbero giungere novità interessanti con riferimento al Canone RAI. C’è una proposta di azzeramento graduale dell’imposta negli anni a seguire iniziando con una riduzione nel 2024. Ottima notizia se si avverasse. Poi c’è la questione delle direttive UE e dell’uscita del Canone dalla bolletta della luce. Sarebbe  dovuto accadere il 1° gennaio 2023 ma nulla è cambiato. Accadrà il prossimo anno?

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