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Economia

I motivi per cui dovresti sempre ritirare una raccomandata o un atto giudiziario, meglio non rischiare!

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Una raccomandata non ritirata dal destinatario può produrre effetti legali molto preoccupanti. Ecco come difendersi.

Contrariamente a quanto si possa pensare, non accettare una raccomandata ha delle conseguenze. L’atto, infatti, si presume conosciuto e, dunque, è idoneo a produrre tutti gli effetti legali.

Non ritirare una raccomandata ha dei rischi – InformazioneOggi.it

Per evitare di dover pagare sanzioni molto salate o incorrere in spiacevoli disguidi giurisdizionali, è importante conoscere i tempi di scadenza della giacenza, entro i quali ritirare la raccomandata.

Analizziamo, dunque, la normativa e scopriamo quali sono i pericoli correlati al mancato ritiro e i relativi obblighi del destinatario.

Quando si considera valida una raccomandata?

Le raccomandate, anche se non ritirate, sono considerate valide e, dunque, esplicano tutti i loro effetti. Opera, in tal senso, una presunzione di conoscenza.

La spedizione dell’atto all’indirizzo del destinatario, infatti, è una notifica legale e, per questo motivo, il mancato ritiro produce delle conseguenze negative per l’interessato.

Se quest’ultimo si rifiuta di ritirare la busta, il postino lo annota e la rinvia al mittente. In questo caso, la raccomandata è correttamente consegnata.

Se, invece, il destinatario non si trova in casa e nessun altro familiare è disponibile al ritiro, il postino lascia un avviso di tentativo di consegna nella cassetta postale, specificando che sarà possibile ritirare la raccomandata presso l’Ufficio Postale, entro 30 giorni. Al termine di tale periodo, se non c’è stato ritiro, la busta ritorna al mittente con lo status di “compiuta giacenza” e produce i suoi effetti.

È importante sottolineare che se la raccomandata viene ritirata da un minore di 14 anni o da una persona con evidenti difficoltà di intendere e volere, la notifica è da considerarsi nulla.

Mancato ritiro di un atto giudiziario: come rimediare?

Il discorso è diverso se il mancato ritiro riguarda un atto giudiziario.

La notifica potrebbe avere ad oggetto una citazione a giudizio, una sentenza, un pignoramento, una multa stradale, una cartella esattoriale, un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate. Mentre il contenuto di una raccomandata è difficilmente individuabile, gli atti giudiziari sono facilmente riconoscibili perché giungono al destinatario in una busta verde.

La notifica di un atto giudiziale può avvenire in due modi:

  • attraverso raccomandata A/R con servizio postale;
  • tramite consegna a mani da parte dell’Ufficiale giudiziario.

Nel primo caso, se il destinatario rifiuta la notifica, l’atto viene restituito al mittente e viene considerato notificato (dunque esplicherà tutti gli effetti legali).

Se, invece, il destinatario non è in casa, il postino lascia l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere per ritirare l’atto presso l’Ufficio Postale. Il destinatario, tuttavia, riceverà una seconda raccomandata, la cd. CAD (Comunicazione di Avvenuto Deposito). Si tratta, in pratica, di una ripetizione dell’avviso di giacenza, per avvertire l’interessato del tentativo di notifica.

La busta sarà disponibile presso l’Ufficio Postale per 6 mesi, durante i quali il destinatario potrà ritirarla. Gli effetti della notifica, tuttavia, si esplicano dall’undicesimo giorno dopo l’invio della CAD.

Nell’ipotesi in cui l’atto giudiziario venga consegnato a mani dall’Ufficiale giudiziario, se il destinatario rifiuta la notifica, essa produce lo stesso i suoi effetti.

Se, invece, il destinatario non si trova in casa, l’Ufficiale giudiziario deposita la busta presso la Casa comunale (dove rimarrà per 6 mesi) e lascia nella cassetta delle lettere dell’interessato un avviso di deposito. Anche in questo caso, il destinatario riceverà la CAD tramite ulteriore raccomandata e la notifica produrrà i suoi effetti dopo 10 giorni da questa seconda raccomandata.

Da quanto specificato emerge l’importanza del ritiro di una raccomandata o di un atto giudiziario, perché le conseguenze legali potrebbero essere molto importanti. Se, infatti, non si conosce il contenuto di tali atti, non si avrà diritto di difesa o non si potrà rispondere a comunicazioni essenziali.

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