Non c’è pace per l’Emilia Romagna; dopo il disastro che ha distrutto le loro case, aziende e intere città, adesso arrivano le vaccinazioni per gli alluvionati.
Il maltempo sta dando una piccola tregua ma altre piogge sono previste entro i primi del prossimo mese, già dal Ponte del 2 giugno. Oltre ai danni ingentissimi alle numerose città e paesi, i cittadini emiliano romagnoli si trovano ora di fronte a molti rischi per la salute.
Da un punto di vista epidemiologico, infatti, un’alluvione può rappresentare terreno molto fertile per il proliferare di batteri e dunque di infezioni. Il principale veicolo è proprio l’acqua, che dopo aver travolto qualsiasi cosa adesso ristagna ovunque.
Il popolo romagnolo, però, sta dimostrando una forza e un carattere degni di plauso. Subito dopo l’immane tragedia che ha colpito le loro case, portato via qualsiasi oggetto, i ricordi e purtroppo anche molte vite, ha cominciato a spalare il fango, fianco a fianco e senza sosta. Le persone hanno creato una rete di supporto, si sono aiutati a vicenda, hanno cantato insieme “Romagna Mia” e non si sono lasciati andare allo sconforto.
Adesso, però, rischiano di andare incontro a un’ulteriore emergenza, quella sanitaria. Ecco perché e cosa suggeriscono gli esperti.
Al momento la Regione Emilia Romagna sta solo cercando di risollevarsi, mentre altri cominciano a fare le stime dei danni: si parla di 7 miliardi di euro, ma è una cifra forse destinata a salire impietosamente.
Non mancano in questo senso le polemiche, e i controsensi di Amministrazioni che inviano denaro ai Paesi in via di sviluppo, o armi ai Paesi in guerra, ma non riescono a trovare risorse per le emergenze italiane.
Oltre a tutto questo, il popolo emiliano romagnolo si trova un’altra spada di Damocle incombente, e sul piano sanitario. Gli esperti hanno lanciato un avvertimento: il pericolo adesso è quello di contrarre infezioni a causa delle acque infette da carcasse di animali morti e di sversamenti di liquidi reflui che sono dispersi ovunque.
L’ISS ha lanciato l’allarme e già si parla di un “vaccino contro l’alluvione”, intendendo che per salvare le vite degli abitanti sono necessarie misure d’urgenza. A rischio soprattutto i bambini ma anche le persone fragili e chiunque venga in contatto con le acque contaminate.
Virus e batteri potrebbero innescare infezioni da “norovirus, epatite A, gastroenterite da rotavirus, infezioni da parassiti, infezioni da campylobacter, escherichia coli, salmonella” e altri.
Ecco perché è in corso un’ampia divulgazione di come limitare i rischi per la salute e probabilmente verranno consigliate dosi di vaccini disponibili contro le malattie di cui sopra. Fortunatamente, dalle dichiarazioni dell’ISS, non siamo ancora in allarme sanitario.
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