I contribuenti hanno la possibilità di utilizzare i rimborsi fiscali per compensare importi a debito. Vediamo come procedere.
La compensazione è una scelta del cittadino, non un obbligo. Di conseguenza non parliamo di una procedura automatica.
A maggio l’attenzione dei contribuenti si sposta sulla dichiarazione dei redditi. I cittadini sono chiamati a compilare il modello 730 entro il 2 ottobre 2023 ma prima si invierà la dichiarazione prima si potranno ottenere i soldi del rimborso.
Il contribuente potrà richiedere un eventuale rimborso come restituzione delle maggiori imposte versate all’Agenzia delle Entrate. Significa che il cittadino avrà un credito al termine del conteggio del 730 da utilizzare anche in compensazione. Parliamo dell’utilizzazione del rimborso per pagare imposte e contributi di diversa natura. In tal modo si potranno ridurre o azzerare le somme che il cittadino dovrà versare.
Compilando la dichiarazione dei redditi verranno effettuati dei calcoli per determinare le imposte dovute e capire se si evidenzia un credito oppure un debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Il credito può essere chiesto a rimborso oppure essere utilizzato in compensazione.
La compensazione si effettua nel modello F24 riportando le cifre a credito (oppure a debito). Da sapere che il versamento tramite compensazione è legato all’utilizzo di specifici canali quali Entratel e Fisconline. Inoltre dal 2020 per le compensazioni IRPEF, IRES e IRAP maggiori a 5 mila euro è previsto il blocco dell’uso dei crediti maturati fino al momento della presentazione della dichiarazione di riferimento.
Il dettaglio da non dimenticare mai è che la compensazione non è automatica ma deve essere richiesta del contribuente. Quest’ultimo deve, dunque, far valere il proprio diritto di compensare i debiti fiscali o le cartelle esattoriali usando le imposte a credito.
La compensazione sarà possibile a partire dal decimo giorno successivo all’inoltro della dichiarazione. Qualora sia presente un debito relativo ad imposte erariali scatterà un blocco della compensazione. Ciò solamente per ruoli a carico scaduti di importo superiore a 1.500 euro. Una volta corrisposti i ruoli scaduti allora la compensazione dei crediti sarà nuovamente possibile.
Tali ruoli potranno essere corrisposti in denaro o attraverso una specifica compensazione con i crediti utilizzabili nel modello F24 di riferimento (codice tributo Ruol).
A differenza della compensazione, il rimborso si chiede utilizzando il modello 730. Sarà il datore di lavoro a procedere con il versamento direttamente in busta paga (o l’ente pensionistico nel cedolino della pensione). Qualora il richiedente non avesse sostituto d’imposta sarà l’Agenzia delle Entrate ad erogare le somme a credito del contribuente ma con tempi più lunghi.
Clicca qui per conoscere i tempi di rimborso in busta paga e nel cedolino della pensione.
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