Quali sono gli aspetti da sapere e gli effetti del taglio del cuneo fiscale e il punto rispetto alle pensioni: i dettagli al riguardo
Il cuneo fiscale, il cui taglio non va a toccare le pensioni, di cosa si compone e qual è il funzionamento dal punto di vista previdenziale: ecco i particolari al riguardo.
Il taglio del cuneo fiscale di cui tanto si parla in questi giorni, si lega alla busta paga dei dipendenti del pubblico e del privato, mentre non ha a che fare col cedolino dei pensionati.
Il suddetto taglio non influisce rispetto al contento contributivo de lavoratori legati allo sgravio INPS il quale, subendo una minor trattenuta, avrebbero potuto ritrovarsi con minori versamenti su cui fare il calcolo della futura pensione.
Circa il funzionamento del taglio del cuneo fiscale, occorre sapere che in Italia il peso del cuneo è fra i maggiori rispetto ai paesi area OCSE. Al contempo, la sua riduzione temporanea fa si che gli stipendi siano, temporaneamente, maggiormente ricchi, pur non intaccando il montante contributivo.
Ciò, dal momento che l’esecutivo ha finanziato il taglio, preservando l’aliquota di computo inerente le prestazioni da pensione. L’aliquota in questione è la percentuale che si applica alla retribuzione imponibile annua al fine del calcolo del montante di contributi oggetto di rivalutazione ai fini delle pensioni.
Un aspetto centrale il quale, in compagnia dei versamenti fatti, consente l’accumulo degli importi necessari per la maturazione pensionistica.
A maggior ragione visto che per il ritiro, in base alla Legge Fornero e relativi requisiti, occorre aver accumulato quantomeno un assegno di 1.5 il minimo.
Il taglio del cuneo fiscale, che in tal caso è contributivo, riguarda una specie di anticipo in busta paga delle somme che di solito si accumulano per aver garanzia di una pensione dignitosa, spiega PMI.
Rispetto alla quota di versamenti vi è l’intervento dell’esecutivo, con la stanziamento di tre miliardi per coprire i 4 punti aggiunti (2023), luglio – dicembre.
Per quanto attiene il cuneo fiscale, si compone quasi per metà del suo importo, che si ha dai contributi, di tipo assistenziale e previdenziale che datori di lavoro e dipendenti versano, necessariamente, per la costruzione di una pensione ed eventuali misure assistenziali.
Imposte dirette ed indirette sul reddito vanno a comporre l’altra metà. Elementi trattenuti in basta paga e parzialmente conguagliate alla fine dell’anno (dichiarazione dei redditi).
Le pensioni italiane sono regolate dal sistema contributivo che è legato strettamente ai versamenti fatti nel corso della carriera, su cui si va a calcolare l’assegno.
Maggiori contributi accantonati vogliono dire pensioni maggiormente elevate, così come minori contributi fatti andranno a produrre assegni meno ricchi.
Cambiando tema, ecco alcuni importanti aspetti sull’assegno di inclusione.
Il nuovo contratto Istruzione e Ricerca arriva con alcune novità riguardo ai permessi retribuiti per…
Il dipendente che chiede di usufruire dei permessi 104 deve motivare la richiesta al datore…
In Italia ci sono circa 65 milioni di animali da compagnia. Se anche voi avete…
Tutto quello che devi sapere prima di viaggiare con contanti in auto così da evitare…
Fincantieri presenta il nuovo sito Corporate, sviluppato per diventare un asset centrale nella strategia di…
Il passaggio dall’APE Sociale alla pensione di vecchiaia rappresenta una delle fasi più delicate per…