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Gratta e Vinci, e se ti dicessimo che puoi chiedere il rimborso? Occhio alle scritte

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I ‘Gratta e Vinci’ debbono riportare sul biglietto le informazioni relative alle probabilità di vincita o, in alternativa, esse debbono comparire sui siti web appositi. Altrimenti è possibile chiedere il rimborso.

Tutti conosciamo quanto siano diffusi i giochi a premi nel nostro paese e quanto negli ultimi anni siano aumentate le persone che sperano in un colpo di fortuna per cambiare la loro vita.

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Pensiamo ad esempio al notissimo gioco denominato ‘Gratta e Vinci‘ o a giochi a premi simili: c’è un dettaglio che in molti ignorano secondo il quale se non sono indicate le possibilità di vincita in termini percentuali, questo dà diritto a chiedere la restituzione dei soldi spesi per l’acquisto del biglietto.

Proprio così: nel caso in cui si perda in un concorso a premi come quello del ‘Gratta e Vinci‘, si potrebbe contare sulla possibilità di essere risarcito dallo Stato laddove il biglietto non indichi alcune informazioni fondamentali previste dalla legge, per evitare inganni e frodi ai danni dei cittadini e per prevenire la ludopatia. Vediamo più da vicino.

Gratta e Vinci: cosa dice il decreto Balduzzi

C’è un importante provvedimento che prende il nome di decreto Balduzzi (dal nome dell’allora Ministro della Salute), il quale da alcuni anni impone di dettagliare, sul fronte o sul retro dei biglietti del Gratta e vinci e giochi simili, le probabilità di vincita. Questo per consentire al giocatore di capire qual è la percentuale di chance di portare a casa il premio.

Il decreto Balduzzi consiste infatti in un provvedimento ad hoc, approvato nel 2012, con la finalità di riformare il sistema sanitario nazionale e di accrescere la qualità dell’assistenza sanitaria nel paese.

Tra i temi della sanità affrontati dal decreto, abbiamo la prevenzione, la telemedicina, l’accesso ai farmaci e le misure per contrastare la diffusione delle malattie infettive. Anche regole ad hoc sul contrasto alla ludopatia e dunque anche la previsione di cui sopra, che serve a chi compra il ‘Gratta e Vinci’ a informarlo sui rischi di perdere un grande quantitativo di soldi, laddove nel corso del tempo non arrivi la vincita sperata.

Interessante notare che, se non c’è spazio a sufficienza per includere i menzionati dati, sul biglietto deve essere scritta una informativa nella quale si invita il consumatore a leggerli sul sito web dei Monopoli di Stato e dell’Agenzia delle Dogane.

Le 2 previsioni chiave nella legge: il consumatore deve essere previamente informato

Nelle norme vigenti si trova infatti espressamente indicato che:

  • le formule di avviso sul pericolo di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro, ma anche le relative probabilità di vincita, devono comparire sulle schedine o sui tagliandi di tali giochi;
  • laddove l’entità dei dati da indicare sia così consistente da non potere essere inclusa nelle dimensioni delle schedine o tagliandi, questi ultimi dovranno riportare l’indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sui siti istituzionali dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – come anche dei singoli concessionari disponibili ai punti di raccolta dei giochi.

Questo vuol dire che chi intende acquistare il biglietto del ‘Gratta e vinci‘ deve essere sempre posto nella condizione di sapere in anticipo quali probabilità di vincita ci sono, in modo da potersi orientare al meglio su un eventuale acquisto o su prossimi acquisti.

Che succede in mancanza delle informazioni essenziali?

Lo abbiamo accennato all’inizio: senza questi fondamentali dati i rischi di azione legale per rimborso sarebbero dietro l’angolo. Ed infatti specialmente in passato le azioni legali non sono mancate come non sono mancati coloro che hanno chiesto il rimborso di tutti i soldi spesi per l’acquisto del biglietto o dei biglietti (a volte centinaia se non migliaia).

Per fare un esempio pratico se una persona compra 200 biglietti presso una tabaccheria del suo quartiere e nel cartoncino scopre che non sono indicate le possibilità di vincita né possibilità di trovare dette informazioni sul sito web, può sperare di conseguire indietro i soldi usati per l’acquisto di tutti i singoli Gratta e Vinci. La strada per ottenere questo obiettivo è quella della causa presso il giudice di pace fino a 5mila euro o al tribunale per somme più alte.

Conclusioni

Come abbiamo visto, in Italia la percentuale di probabilità di vincita per ciascun tipo di biglietto del Gratta e Vinci deve essere specificata sul biglietto stesso e sul web. D’altronde la percentuale cambia a seconda del tipo di biglietto e può essere diversa per ogni lotteria istantanea. In particolare le percentuali di vincita sono regolate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sono soggette a modifica nel corso del tempo.

Infine ogni giocatore farà pur sempre bene a ricordare che la percentuale di probabilità di vincita non assicura mai una vincita effettiva, d’altronde si tratta di gioco d’azzardo e perciò di un’attività aleatoria senza alcuna garanzia di vincita.

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