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Pronto Soccorso, quanto mi costi? Basta un lieve ‘malore’ e se ne vanno 90 euro di ticket

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Un accesso al pronto Soccorso non è mai un’esperienza piacevole: se ci andiamo è perché evidentemente stiamo male. Ma uscendo potremmo stare peggio.

Di sicuro, con meno soldi in tasca, perché forse non tutti sanno esattamente quanto si può arrivare a spendere per una visita in “urgenza”.

InformazioneOggi

La Sanità Italiana è da anni al centro di molte polemiche e soprattutto di preoccupazione agli addetti ai lavori. Proprio recentemente riportammo le parole di alcuni medici della Federazione CIMO-FESMED, che pubblicarono un appello agli italiani. Il sistema sanitario non funziona più, non riesce a garantire cure adeguate, e la pandemia è stata solamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Non passa giorno che non sentiamo qualche storia di malasanità, e la colpa non è certamente dei medici e lavoratori del settore, perché loro stessi sono vittime di un sistema che li “spreme” fino all’ultimo, con turni massacranti e insostenibili per chiunque.

I cittadini la pagano, tutta questa disorganizzazione, e anche molto cara. Innanzitutto chi ha bisogno di esami urgenti sa benissimo che dovrà rivolgersi al privato, tirando fuori molti quattrini. Ma anche nella (s)fortunata ipotesi che riusciamo ad ottenere una visita, magari al Pronto Soccorso, non c’è di che festeggiare. Ecco perché.

Quanto costa una visita al Pronto Soccorso? Le “cifre pazze” dei ticket

Molti italiani pensano ancora che il Servizio Sanitario Nazionale sia gratuito. Purtroppo, anche se paghiamo le tasse, dobbiamo versare dei ticket sanitari, ogni volta che dobbiamo fare degli esami diagnostici o del sangue, e anche se abbiamo un “malore improvviso” di qualsivoglia genere e andiamo al Pronto Soccorso.

Forse non tutti sanno, ad esempio, che le cure sono gratuite ma solamente se in “Codice Rosso”, ovvero se stiamo rischiando letteralmente la vita. Per comodità, ricordiamo quali sono i Codici che assegnano al momento dell’accettazione al Pronto Soccorso, e cosa significano, poi, in fatto di spesa.

  • Codice Rosso – situazione molto critica, accesso immediato alle cure
  • Codice Arancione – urgenza indifferibile, situazione critica, accesso rapido alle cure, 15 minuti tempo d’attesa massimo
  • Codice Azzurro – urgenza differibile, 60 minuti tempo d’attesa massimo
  • Codice Verde – situazione poco critica, urgenza minore, accesso di bassa priorità, 120 minuti
  • Codice Bianco – situazione non critica, accesso non urgente, 240 minuti.

Ecco, immaginiamo che per “fortuna” siamo in Codice Bianco, e di sicuro dovremo armarci di tanta pazienza: perché i 240 minuti diventano ben presto ore e ore di attesa, sia da parte del paziente che dei familiari, che magari sono anche preoccupati.

Secondo le normative vigenti, “Il servizio di Pronto Soccorso  è rivolto a persone che hanno di bisogno di cure urgenti. Per situazioni non urgenti è opportuno rivolgersi direttamente al proprio medico di famiglia od al servizio sostitutivo di guardia medica. L’accesso non appropriato al Pronto soccorso comporta il pagamento di un ticket di 25 euro per la prima visita del medico di Pronto soccorso.”

Dunque, se ad esempio è domenica e il nostro medico non c’è o non è aperto un centro di guardia medica, non importa a nessuno: dobbiamo sborsare già 25 euro per l’ingresso, nemmeno fosse una SPA.

Poi ovviamente se stiamo male dovremo sottoporci a degli esami: come minimo quello del sangue e delle urine, e se ne vanno altri 30 o 40 euro. Ogni esame aggiuntivo ha un costo variabile dai 12 ai 50 euro (es. un elettrocardiogramma o un’ingessatura). Se tutto “va bene”, usciamo con un conto da pagare entro la stessa giornata di almeno 90 euro. La cifra media che spenderemmo in un hotel, solo che in quel caso saremmo in relax, magari a sorseggiare un buon caffè portato in camera da una gentile e sorridente cameriera.

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