Condono cartelle esattoriali e prospetto informativo per definizione agevolata, cosa accade dopo la richiesta

Per conoscere quali debiti rientrano nella definizione agevolata basterà richiedere il prospetto informativo all’Agenzia delle Entrate.

La domanda di adesione alla rottamazione quater dovrà essere inoltrata entro il 30 aprile. Meglio non perdere tempo e conoscere subito i debiti ammessi alla definizione agevolata.

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InformazioneOggi.it

Rischiare di dover corrispondere interessi e sanzioni quando si potrebbe evitare il pagamento è inconcepibile. I contribuenti debitori con il Fisco non devono adagiarsi sulla cancellazione decisa dalla Legge di Bilancio 2023 ma devono attivarsi per aderire alla definizione agevolata il prima possibile. Grazie alla pace fiscale, infatti, sarà possibile risparmiare fino all’80% soprattutto se si hanno cartelle onerose o molto vecchie, dove gli interessi incidono notevolmente sull’importo da corrispondere. In più sarà possibile richiedere la rateizzazione dei pagamenti fino a diciotto mensilità a partire dal 31 luglio 2023 fino al 30 novembre 2027 (accettando il pagamento dell’1% di interesse dal mese di agosto 2023). Una possibilità ulteriore di non dover uscire una grande somma di denaro in un’unica soluzione (opportunità comunque concessa ai contribuenti entro il 31 luglio 2023). Il quadro generale, dunque, è allettante. Passiamo, ora, ad un approfondimento.

Definizione agevolata, di cosa si tratta

Iniziamo con il riassumere brevemente in cosa consiste la definizione agevolata relativa ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate dal 1° gennaio 2000 al 3o giugno 2022. Permette al contribuente di corrispondere unicamente la quota capitale più le somme maturare a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive. Cancella, dunque, il pagamento di sanzioni e interessi di aggio, mora e di interessi iscritti a ruolo. Per le sanzioni legate a violazioni del Codice della Strada e per le sanzioni amministrative, invece, la cancellazione riguarda unicamente gli interessi.

I debiti definibili sono quelli contenuti in cartelle non ancora notificate (per gli anni di riferimento), riguardanti provvedimenti di sospensione o rateizzazione e oggetto di una precedente rottamazione anche se decaduta per tardivo o mancato pagamento. Ricordiamo, infatti, che una volta richiesta la rateizzazione non si potrà saltare nemmeno un versamento (o tardare oltre il termine ultimo) o si perderà immediatamente il diritto alla dilazione.

Per sapere se le cartelle contengono i debiti rientranti nella definizione agevolata basterà richiedere all’Agenzia delle Entrate il prospetto informativo.

Cos’è il prospetto informativo

Richiedendo il prospetto informativo si potranno conoscere i debiti rientranti nella rottamazione quater. Il documento contiene l’elenco degli avvisi o cartelle di pagamento con rispettive somme da versare sia con riferimento alla mancata adesione alla definizione agevolata sia in caso di adesione. Il contribuente potrà verificare, dunque, la differenza delle somme da corrispondere aderendo o meno alla pace fiscale attivata dal Governo Meloni.

Non trovano evidenza, invece, i diritti di notifica, le spese per le procedure esecutive già attivate e gli interessi legati alla rateizzazione. Questi importi saranno comunque inclusi nell’importo totale che l’AdE Riscossione comunicherà entro il 30 giugno 2023 ai contribuenti che invieranno domanda di adesione alla definizione agevolata in tempo (termine ultimo il 30 aprile 2023). Nel prospetto si potrà verificare, infine, lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro previsto a partire dal 31 marzo 2023.

Come richiedere il documento e conoscere i debiti rientranti nelle definizione agevolata

Il debitore ha due strade per richiedere il prospetto informativo. Entrambe prevedono di entrare nel portale dell’Agenzia delle Entrate. Poi si potrà scegliere se avviare la procedura online in Area Privata oppure in Area Pubblica. Nel primo caso verrà richiesto l’accesso alla sezione dedicata tramite credenziali digitali – SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica. Fondamentale l’inserimento dell’email in fase di registrazione.

Accedendo all’Area Pubblica, invece, si dovrà inizialmente compilare un form e allegare la documentazione di riconoscimento (sia che la domanda sia effettuata a nome proprio che per conto di terzi). I file dovranno essere in PDF e non superare la dimensione di 5 MB.

Cosa accade dopo la presentazione dell’istanza

Una volta dentro l’Area Privata e avviata la richiesta di prospetto informativo si visualizzerà una schermata con la conferma che l’istanza è stata presa in carico. Nell’arco di 24 ore si riceverà una email con un link su cui cliccare per scaricare il prospetto entro i cinque giorni successivi al ricevimento della missiva. Superando le 120 ore non si potrà più effettuare il download.

Avendo richiesto il prospetto in Area Pubblica la procedura sarà più lunga. Il contribuente riceverà una prima email all’indirizzo indicato con un link su cui cliccare entro le 72 ore successive (agendo successivamente il link non sarà più valido così come la richiesta). Una volta eseguita la convalida, arriverà una seconda email con la presa in carico dell’istanza e i riferimenti identificativi.

Successivamente si riceverà una terza email con il link per scaricare il prospetto informativo entro cinque giorni dalla ricezione della missiva.

In entrambe le procedure, dunque, la tempistica è fondamentale per non rischiare di incorrere in problematiche e non riuscire a scaricare il documento che permetterà di capire se le proprie cartelle rientrano o meno nella definizione agevolata. Potrebbe capitare, poi, che l’istanza venga rigettata.