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Economia

Spese di ristrutturazione e detrazioni, la richiesta del coniuge è ammessa: a quali condizioni

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Le spese di ristrutturazione possono essere detratte nel 730 ma di quale contribuente? Del proprietario dell’immobile oppure di chi ha pagato?

Approfondiremo le condizioni necessarie affinché il familiare convivente del proprietario della casa possa approfittare delle detrazioni. Concluderemo, poi, con alcuni riferimento alle spese per posti auto.

InformazioneOggi.it

Arriva un momento in cui il palazzo in cui si vive necessita di una ristrutturazione. I condòmini non saranno affatto contenti di questa esigenza dato che significherà una sola cosa, uscire tanti soldi. Parliamo di una stima di 1.100/1.600 euro al metro quadro ma, naturalmente, tutto dipenderà dalla tipologia di interventi da mettere in atto. Che sia la ristrutturazione della facciata, il cappotto termico, l’installazione di pannelli solari, i costi sono elevati e l’unica possibilità di ammortizzare le spese è approfittare dell’apposito Bonus di riferimento, quello che fino al 31 dicembre 2024 consente di recuperare il 50% delle somme versate tramite detrazione (su una spesa massima di 96 mila euro). Tale detrazione dovrà essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. La metà dei costi, dunque, non si recupererà immediatamente ma in 120 mesi.

Il quadro generale è stato descritto ma ora entriamo nei particolari della normativa. Capiamo come portare le spese in detrazione se il titolare dell’immobile è incapiente e i costi sono stati effettuati dal coniuge convivente.

Spese di ristrutturazione e detrazioni nel 730

Poniamo il caso che la proprietaria della casa ristrutturata sia la moglie incapiente ma a pagare le spese sia il marito convivente. Il dubbio è come riportare la detrazione nel modello 730 all’interno della “Comunicazione spese edilizie su parti comuni condominiali” . La normativa consente al familiare convivente del proprietario dell’abitazione ristrutturata o da ristrutturare di richiedere le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio ma ad alcune condizioni.

Nel caso presentato l’amministratore di condominio dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate il nome del soggetto che ha effettuato la spesa e che gli è stato indicato come pagante dal proprietario della casa oggetto di ristrutturazione. Di conseguenza, nel 730 precompilato il codice fiscale da inserire sarà quello di chi paga i lavori – il marito nel caso di riferimento. Basterà riportare nel campo “Tipologia del soggetto al quale è stata attribuita la spesa” l’indicazione “Altro soggetto comunicato all’amministratore dal proprietario”.

Dato che il foglio informativo del precompilato conterrà tala riferimento, dopo che le verifiche confermeranno il diritto alla detrazione, il marito potrà detrarre la spesa nella propria dichiarazione dei redditi. Condizione iniziale necessaria è la comunicazione del proprietario all’amministratore di chi paga realmente le spese. In mancanza di tale puntualizzazione l’amministratore indicherà come persona che ha effettuato le spese il proprietario stesso.

Posti auto in comproprietà, come ripartire le spese

Analizziamo adesso una seconda problematica che spesso crea confusione con riferimento alle spese di ristrutturazione e alle detrazioni di cui godere. Poniamo che ci siano dieci posti auto comuni e che tra i proprietari ci sia una società. Quali dati inserire nel modello precompilato?

La normativa generale stabilisce che in presenza di più comproprietari e di spese relative ad una singola unità immobiliare dovranno essere compilati tanti record di dettagli quanti sono i soggetti che pagano. Dieci proprietari, dieci record. Sarà l’amministratore di condominio a compilare le sezioni “Dati dell’intervento”, “Flag unità immobiliare”, “Disponibilità dei dati catastali”, “Dati catastali disponibili” e “Situazioni particolari” inserendo le stesse informazioni relative ad ogni singola unità immobiliare.

Solamente la sezione del record “Dati del soggetto al quale è stata attribuita la spesa” conterrà un’informazione differente dato che dovrà riportare il nome del soggetto che ha pagato la propria parte degli interventi. Tutte le informazioni verranno poi verificate e in base ai risultati potranno essere inserite nella dichiarazione direttamente oppure nel foglio illustrativo.

L’esempio che chiarisce la questione delle spese di ristrutturazione di posti auto

Ritorniamo al nostro esempio di dieci posti auto – e non unità immobiliari né pertinenze di unità abitative – con una società tra i proprietari. L’amministratore di condominio dovrà indicare per ogni posto auto il valore “B-unità non abitativa” al campo 8. La presenza di una società, però, esclude il comproprietario appartenente alla società stessa dalla platea dei contribuenti riceventi il modello precompilato. Di conseguenza l’amministratore dovrà compilare un record per ogni posto auto indicando nella sezione “Situazioni particolari al campo 21 il valore 1 (se è stata effettuata la cessione del credito).

Per semplificare la compilazione della comunicazione, dunque, le informazioni dei soggetti paganti le spese di ristrutturazione non dovranno essere comunicate con riferimento all’intera unità immobiliare.

Diverso se i posti auto risultano pertinenze di unità abitative e sono autonomamente accatastati. L’amministratore dovrà compilare un record per ogni condòmino a chi sono state attribuite le spese con riferimento sia all’unità immobiliare che al posto auto. Nello specifico i dati da inserire saranno il valore A nel campo 8 “Flag Unità Immobiliare, il valore 2 nel campo 9 (per calcolare il numero di unità immobiliari presenti nell’edificio, indispensabile per verificare il rispetto del limite con riferimento agli interventi di riqualificazione energetica, del Sisma Bonus o Ecobonus), il valore 1 nel campo 21 se uno dei proprietari è una società.

Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.

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