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Attenzione ai semi di lino: come e perché possono renderci la vita un inferno!

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I semi di lino non apportano solo benefici per la nostra salute, ma anche effetti negativi se si esagera un po’ troppo con la quantità.

E, infatti, il confine è veramente molto sottile tra un aspetto e l’altro: delle volte, in effetti, si pensa che esagerare, soprattutto in fatto di alimenti del genere, possa fare bene. Ma, spesso e volentieri, non è proprio così che vanno le cose.

InformazioneOggi – Semi di lino

E questo discorso riguarda anche i semi di lino che, di recente, stanno vivendo una grande popolarità anche in Italia. In effetti, possiamo dire che almeno una bella fetta della nostra popolazione li ha tra le dispense della propria cucina. I semi di lino, già come ci anticipa il nome, derivano dal lino, una pianta di tipo erbacea che nasce annualmente e che cresce in maniera spontanea.

Tuttavia, la stessa può essere anche coltivata e utilizzata per ricavare importati fibre tessili. Il frutto, appunto i semi, sono usati anche per creare degli infusi in grado di guarire infiammazioni sia di tipo interno che di tipo esterno. Per non parlare di alcune proprietà importanti, come ad esempio i sali minerali, i lipidi e le proteine. Ma, si potrebbe dire, che non sempre tutto ciò che è oro, luccica!

I semi di lino, infatti, possono fare male se consumati troppi. Però, prima di concentrarci su di loro, è bene dare uno sguardo anche ad altre indagini interessanti. Ad esempio, un recente studio ha dimostrato come i tumori possano essere realmente contagiosi! Oppure, oltre ai semi, bisogna fare attenzione a salsicce ed affettati, che possono provocare il diabete di tipo 2! Dopo queste notizie non proprio felici, vediamo come stare attenti quando assumiamo i semi di lino.

Troppi semi di lino fanno male, cosa succede al nostro corpo e come attaccano la nostra salute?

In primis, iniziamo il discorso, forse, da una delle situazioni più basiche e comuni: si potrebbero sviluppare delle allergie ai semi di lino. Infatti, questo è quanto si verifica quando il consumo è troppo esagerato, ma è una lezione che vale per molti alimenti. I primi campanelli di allarme che ci avvisano di esserne allergici oppure di star sviluppando l’allergia in questione, sono precisi. Parliamo di arrossamenti, di prurito, di vomito, di gonfiore e diarrea.

Inoltre, per quanto possano essere in grado di calmare le infiammazioni, dall’altra parte, i semi di lino, se assunti in eccessive quantità, possono, addirittura, danneggiare una simile situazione. Per non parlare, poi, di come possano mettere a rischio la salute della donna. Un simile alimento, infatti, potrebbe rovinare l’equilibrio ormonale, ma anche il ciclo mestruale.

Tra l’altro, chi soffre di ovaio policistico, può sviluppare serie patologie davvero rischiose. Stiamo parlando del cancro all’utero e dell’utero fibromatoso. Addirittura, poi, è assolutamente vietato assumere i semi di lino durante sia la gravidanza che il periodo di allattamento, dato che possono generare dei problemi alle mamme e al loro feto.

Un altro aspetto interessante riguarda le fibre: i semi ne sono davvero molto ricchi e, infatti, sono usati per combattere situazioni spiacevoli come la stitichezza. Ebbene, se si esagera, si può avere l’effetto opposto: diarrea, dolori addominali e allo stomaco, gonfiore e incontinenza. A questi si aggiungono le occlusioni intestinali, ovvero il blocco del passaggio, presso l’intestino, di cibo, ma anche liquidi, gas e secrezioni di tipo digestivo. Inoltre, sono totalmente sconsigliati se si assumono dei medicinali.

Com’è meglio assumerli? Interi oppure macinati?

Ovviamente, ci teniamo a ribadire che tutti questi effetti si verificano quando si tende ad esagerare con i semi di lino. Al contrario, se si assume una quantità giusta, allora non si corre alcun pericolo.

Detto questo, è giusto sapere anche quando bisogna macinali e quando, invece no. Ad esempio, è bene assumerli per intero, ma anche macinati, se si vuole regolarizzare l’andamento dell’intestino, oppure se si vuole far assorbire i grassi alimentari. In entrambi i casi, però, non bisogna dimenticare di accompagnare il tutto bevendo una grande quantità di acqua.

Invece, è meglio assumerli macinati quando si vuole aumentare l’apporto di omega3. Inoltre, in tal caso, l’ideale sarebbe macinarli di persona, per poi conservare il tutto nel frigo in contenitori chiusi. Questa loro vacanza nel nostro frigo, però, non deve durare più di un giorno.

Le informazioni presenti nell’ articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e riguardano studi scientifici pubblicati su riviste mediche. Pertanto, non sostituiscono il consulto del medico o dello specialista, e non devono essere considerate per formulare trattamenti o diagnosi.

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