Come funzione la supplenza Ata mediante Mad e quando viene usata: ecco i dettagli i particolari in merito che non tutti sanno
Quando si parla della scuola, spesso i soggetti interessali a lavorarvi, gli aspiranti candidati sentono parlare di MAD in ottica supplenza ATA: ma quali sono alcuni aspetti ed elementi da sapere al riguardo? Ecco i particolari a seguire.
Sono infatti in tanti, interessati al lavoro nel mondo della scuola, ad avere interrogativi e domande a proposito delle supplenze ATA per quel che concerne le MAD. Nel dettaglio, quesiti ricorrenti possono riguardare l’invio delle Messe a Disposizione, da cosa sono sino alla curiosità nel sapere quando effettivamente vengono impiegate.
La Messa a Disposizione è uno strumento della grande utilità di cui spesso di fa uso per quel che concerne l’insegnamento e dunque i docenti. In particolare per talune classi di concorso.
Sul fronte ATA, al riguardo, il lavoro mediante MAD è in generale più complicato. Tuttavia, questo non significa affatto che sia vietato l’invio per coloro che aspirano a svolgere supplenze ATA.
ll tema che si lega al mondo della scuola è ricco di spunti ed elementi che destano attenzione. Si pensi ad esempio alle graduatorie GPS e quando è possibile inserire invalidità civile e legge 104
Tornando al punto in oggetto però, quando si parla di MAD si fa riferimento ad una istanza informale, che si può presentare in ogni provincia, senza limiti, mediante raccomandata A/R, a mano oppure mediante email, spiega OrizzonteScuola.it. Al fine di poter lavorare tramite messa a disposizione, l’aspirante deve possedere dei titoli di accesso che si richiedono circa le graduatorie di 3° fascia.
Per quel che concerne gli assistenti amministrativi, si tratta del diploma di maturità. Rispetto poi agli assistenti tecnici, il titolo è diploma di maturità che corrisponde alla determinata area professionale.
Riguardo i cuochi, il diploma di qualifica professionale. (Operatori dei servizi di ristorazione-cucina).
Proseguendo con gli infermieri, la laurea in scienze infermieristiche. Oppure un altro titolo considerato valido secondo normativa in merito all’esercizio della professione di infermieri.
A proposito dei guardarobieri, occorre il diploma di qualità professionale. (Operatore della moda). In merito agli addetti alle aziende agrarie, il diploma di qualifica professionale. (Operatore agrituristico, agro-industriale e agro ambientale).
Rispetto ai collaboratori scolastici, occorre il diploma di qualifica triennale con rilascio da parte di un ist. professionale, quello di maestro d’arte e di scuola magistrale per l’infanzia. E ancora, ogni diploma di maturità, attestati e, oppure, diplomi di qualifica professionale, tutti e due di durata di tre anni, con rilascio o con riconoscimento da parte delle Regioni.
Ad aver titolo circa l’inclusione nella 3° fascia delle graduatorie di circolo ed istituto è l’aspirante che prestato quantomeno trenta giorni di servizio, pur non in modo continuativo. E ciò rispetto ai posti che corrispondano al profilo lavorativo che si richiede.
Ad ogni modo è bene aggiornarsi sul tema dal momento che non è da escludere che potrebbero intervenire modifiche circa i titoli in relazione al nuovo CCNL.
L’uso delle MAD avviene solo nel momento in cui sono esaurite le graduatorie per i profili cui si lega la domanda inviata. Ed è per tale ragione che risulta più complesso e vi è una ridotta chance di chiamata mediante Mad, dal momento che le graduatorie di 3° fascia sono generalmente colme di aspiranti.
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