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Finanza

Nuovi Titoli di Stato per sostenere la spesa pubblica: i rendimenti lasciano senza parole

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Poche risorse pubbliche disponibili, oggi è il Governo a chiedere l’aiuto dei cittadini. Una nuova possibilità di investimento è alle porte.

Il Governo sta cercando di gestire al meglio le poche risorse permesse dal bilancio pubblico pesantemente impegnato nel calmierare i prezzi dell’energia.

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A causa delle difficoltà il 2023 presenterà probabilmente ulteriori spese di rifinanziamento del debito pubblico. Nuovi alti interessi saranno pagati agli investitori in un clima molto poco favorevole per l’economia italiana.

Il Governo può cambiare le politiche di gestione del debito pubblico, creando nuovi strumenti che tutelino e incoraggiano gli italiani a investire i risparmi? È la prospettiva che si delinea prendendo sempre più piede all’aumentare delle difficoltà economiche.

Nella misura in cui l’incertezza regna sul debito pubblico ai mercati finanziari può subentrare una garanzia in termini di finanziamento: si tratterebbe dell’intervento dei cittadini che fungono con i loro investimenti da finanziatori e garanti per la tenuta della loro stessa nazione.

Si tratta in pratica di creare una nuova forma di finanziamento del settore pubblico affiancando investitori stranieri e istituzionali, e rivolgendosi a un bacino di finanziamenti vicini per interessi e lontani dalle attività speculative.

La ricchezza finanziaria per sostenere spesa pubblica e obbiettivi di riforme

La ricchezza finanziaria degli italiani è oggi circa di 5000 miliardi di euro, di cui solo 200 miliardi di investiti direttamente nei titoli di Stato. Per questo oggi è sempre più necessario che lo Stato cominci a finanziarsi con l’emissione di uno strumento più vicino alle esigenze delle famiglie.

Incentivare un approccio più consapevole e incentivare la tutela del risparmio può nel prossimo futuro essere sinonimo di investimento sui Titoli di Stato. Attraverso nuovi strumenti, si può sostenere la spesa pubblica e gli obbiettivi di riforme comprese le transazioni quali quella digitale ed ecologica, allo stesso tempo, tutelare l’investitore dai rischi connessi all’inflazione.

Il tema cruciale riguarda l’assenza di conflitti di interesse che chi risiede in Italia ha verso il suo stesso Paese.

L’Italia ha una ricchezza finanziaria tra le più alte al mondo:

1600 miliardi di euro sono lasciati nei depositi bancari infruttiferi, dove scontano una progressiva perdita del potere d’acquisto. Essi non si traducono in alcuna forma di sostegno all’economia reale e produttiva.

3200 miliardi sono invece investiti in azioni, fondi comuni e polizze assicurative. Si tratta di prodotti che creano un indotto utile agli istituti di credito e finanziari che si sconta in ambito internazionale. 200 miliardi di euro sono investiti dai risparmiatori italiani nell’acquisto diretto di Titoli di Stato.

È possibile raccogliere sufficiente capitale? Sembra possibile oltre che auspicabile; rimane da convincere l’investitore garantendo tramite un nuovo strumento le giuste condizioni.

Quali vantaggi economici darebbe il nuovo Titolo o strumento emesso dal Tesoro per l’ottimizzazione della struttura del debito pubblico?

Il Tesoro emetterebbe titoli con le seguenti caratteristiche:

  1. Garantiti in termini di rimborso del capitale investito.
  2. Fruttiferi: con tasso di rendimento variabile con condizioni per limitarne la volatilità nel tempo
  3. Rimborsabili: liquidabili a discrezione dell’investitore con alcuni limiti rispetto agli interessi fruibili; ad esempio, la perdita di una parte del rendimento.
  4. Vincolati rinnovabili e scambiabili a costi ridotti e privi di imposte.

Con una durata a medio termine rinnovabile, ad esempio quella di una legislatura, questi titoli, senza quotazione e quindi con valore nominale costante, possono equivalere a un conto vincolato elettronico di Stato che paga interessi e può essere rimborsato alla sua chiusura, scambiato con lo stesso fine o per accumulare maggiori interessi.

In questo modo si può tutelare e incoraggiare il risparmio e indirizzarlo verso impieghi produttivi e sostenibili nella nostra economia.

Lo Stato oggi emette già dei “buoni fruttiferi postali rimborsabili”, l’innovazione è inserirli in un Conto Corrente di Risparmio di Stato e renderli trasferibili facilmente tra utilizzando le attuali tecnologie elettroniche.

Questi Titoli promuovendo il contributo agli interessi della nazione possono essere sottoscritti senza costi, esclusivi per i cittadini italiani e le imprese residenti, ma con un limite di capitale totale in base al fabbisogno rifinanziamento del debito pubblico.

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