Un nuovo Laboratorio di Bio Sicurezza di Livello 3 sorgerà a Pesaro, paura e proteste da parte dei cittadini

Scopriamo di cosa si occuperanno gli scienziati nel nuovo Laboratorio di Bio Sicurezza di Livello 3 che sorgerà nella città di Pesaro. 

Dopo 3 anni di pandemia, virus mortali che arrivano dai pipistrelli e milioni di morti, non è confortante sapere che sorgeranno nuovi centri sperimentali.

Laboratorio di Bio Sicurezza
InformazioneOggi

Stiamo parlando di un tipo di laboratorio dove gli esperti effettueranno sperimentazioni e manipolazioni su virus, e non può che venire in mente il “famoso” laboratorio di Wuhan. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa sta succedendo. E cosa temono le persone su cosa possa succedere in futuro.

Siamo nella città di Pesaro, Regione Marche. La notizia della nascita di un laboratorio sperimentale non è stata diffusa molto, soprattutto dalle grandi testate giornalistiche. Ma i fatti risalgono addirittura all’ottobre scorso.

Un nuovo Laboratorio di Bio Sicurezza di Livello 3 sorgerà a Pesaro, paura e proteste da parte dei cittadini

Esattamente il giorno 24, il Comune di Pesaro ha autorizzato la cessione di un ampio terreno, circa 12 mila metri quadrati. Su di esso sorgerà un biolaboratorio ad uso dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche (IZSUM).

In questo laboratorio verranno effettuati, come risulta anche dalla delibera di cessione,  “sperimentazioni e manipolazioni – in vivo e in vitro – di agenti virali pericolosi per la salute animale e dell’uomo“. La classificazione del laboratorio corrisponde a BSL3, dove la 4 è ritenuta quella più “blindata”. Infatti solamente una cinquantina di laboratori al mondo appartengono alla classe 4, e tra questi c’è anche quello di Wuhan.

Forse non tutti sanno che in Italia esistono diversi laboratori di questo tipo, sia di livello 3 che 4. Di quest’ultima categoria ne troviamo ben due all’Ospedale Luigi Sacco di Milano e all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Ma questa realtà non ha certo rassicurato gli abitanti di Pesaro. Anche perché il Biolab sorgerà non in una zona isolata ma in un quartiere popolato dai cittadini. Il terreno dove si faranno sperimentazioni è vicino a un centro commerciale, a case e attività, e addirittura vicino ad un corso d’acqua e al depuratore. Insomma, tutti fattori che non vorremmo vedere accostati a sperimentazioni di alcun tipo.

Le dichiarazioni ufficiali

Eppure, non mancano le rassicurazioni da parte del Sindaco, che ovviamente vede nel Biolab un’opportunità per il Comune, e un “orgoglio” da sfoggiare in un territorio all’avanguardia. Ma, se vogliamo guardare al lato ambientale, la scelta di innalzare questo tipo di struttura a queste condizioni non è certamente così “nobile”.

La zona identificata per la costruzione del biolaboratorio, come detto, è vicinissima a case e parcheggi, ma non solo. Al confine dell’area troviamo un palazzetto dello sport, un centro di accoglienza e persino un eliporto. Nel terreno c’è anche un fiume e più avanti anche il depuratore. Questi ultimi fattori rendono l’area di livello strategico e dunque fa davvero riflettere sul perché hanno scelto questa zona piuttosto che una più isolata.

L’assessore al Fare Riccardo Pozzi ha assicurato che le attività all’interno del biolaboratorio saranno a “Zero rischi e zero esperimenti” ma ciò fa conflitto con quanto specificato nella delibera. Infatti lo scopo del laboratorio sarà quello di sperimentare e manipolare virus pericolosi per gli animali e per l’uomo.

Invece, secondo le affermazioni del direttore, il dottor Caputo, nel biolaboratorio verranno effettuate solamente “quarantena e studio di animali colpiti da malattie virali o batteriche“. Dunque dove sta la verità? Di certo se un laboratorio viene classificato di livello 3 non è semplicemente una stalla per l’osservazione di animali malati.

“Zero rischi”, tra l’altro, semplicemente e purtroppo non esiste, e ce lo insegnano tragedie come il Covid ma anche Fukushima, e prima ancora Chernobyl.

Le persone hanno paura, e chi non ne avrebbe? Nell’immaginario comune, un laboratorio sperimentale dovrebbe sorgere in un luogo isolato che, in caso di pericolo, potrebbe essere circoscritto. Invece se si trova vicino a case, uffici, aziende e palazzetti dello sport, come sarà possibile garantire la sicurezza?

In attesa di queste risposte, che molto probabilmente non arriveranno mai, i cittadini di Pesaro si stanno mobilitando. Insieme ad associazioni ambientaliste e animaliste, hanno firmato una petizione per impedire la costruzione del biolab.

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