Quota 41 precoci: come accedere al pensionamento agevolato senza commettere errori

Chi sia in possesso dei relativi requisiti può accedere a Quota 41 precoci e dunque pensionarsi in anticipo. Ma occhio a rispettare tutte le condizioni di accesso. 

In attesa di una riforma pensioni realmente condivisa e strutturale, il Governo ha scelto di prorogare i meccanismi di pensionamento agevolato, sfruttabili da chi ne abbia maturato i necessari requisiti. L’obiettivo è infatti evitare il brusco ritorno allo scalone della legge Fornero, che alzerebbe non di poco l’asticella per l’uscita dal mondo del lavoro.

quota 41
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Ebbene, i dubbi e le incertezze non mancano nei lavoratori che si stanno avvicinando alla pensione e che si domandano come fare a sfruttare uno di questi percorsi agevolati. In particolare, un lettore ci scrive come può fare per accedere a Quota 41 lavoratori precoci, ovvero una delle agevolazioni previdenziali al momento vigenti e confermate. Le domande sono le seguenti: quali sono i requisiti di accesso? Come fare domanda? Di seguito ricapitoleremo in breve che cos’è Quota 41 precoci e risponderemo alle domande prospettate dal lettore, che certamente si saranno già poste moltissime altre persone. I dettagli.

Quota 41 si farà ma la conseguenza sugli importi della pensione sarà devastante

Che cos’è Quota 41 precoci?

Attenzione a non confondere: non si sta parlando di Quota 41 ‘secca’, ovvero della proposta della Lega che, nell’ambito della maggioranza di centrodestra, si vorrebbe includere nel sistema pensionistico entro il 2025-2026, e comunque prima della fine della legislatura. Questa è infatti è l’ipotesi del pensionamento con 41 di contribuzione al di là dell’età anagrafica, mentre Quota 41 precoci è un meccanismo già attivo e differente.

Sintetizzando, quest’ultima altro non è che una prestazione economica versata, su richiesta, ai lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva anteriore al compimento del 19° anno di età. Si tratta appunto dei cosiddetti lavoratori precoci, i quali perfezionano entro il 31 dicembre 2026, il requisito dei 41 anni di contribuzione regolarmente versata. Di ciò si trova chiara menzione nel sito web dell’Inps.

Le regole vigenti consentono di andare in pensione anticipata rispetto al conseguimento dei requisiti di cui al sistema previdenziale della legge Fornero.

Quali sono i requisiti generali per i lavoratori?

Vediamo in sintesi quali sono i requisiti basilari per usufruire di Quota 41 precoci:

  • iscrizione del lavoratore presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), forme sostitutive o esclusive;
  • possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • possibilità di far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età.

Sussistendo queste condizioni i lavoratori possono uscire dal mondo del lavoro in modo agevolato tramite Quota 41 precoci, e vale a dire al perfezionarsi (fino al 31 dicembre 2026) di 41 anni di contribuzione regolarmente versata. Ciò dunque al di là del requisito anagrafico, ma soltanto se il lavoratore rientra in una delle categorie di cui tra poco diremo.

Ricordiamo che il requisito contributivo di 41 anni può essere conseguito, su richiesta dell’interessato, anche attraverso il cumulo dei periodi assicurativi, secondo quanto previsto dalla legge n. 228 del 2012.

Ulteriori precisazioni sui requisiti dei lavoratori

Il campo dei possibili beneficiari è in realtà abbastanza ristretto perché le regole in materia, oltre alla precocità, vogliono che il lavoratore rientri in una delle seguenti categorie meritevoli di particolare tutela e di un trattamento agevolato in fatto di accesso alla pensione. Eccole di seguito:

  • lavoratori subordinati disoccupati a seguito di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano finito da almeno un trimestre la  fruizione della Naspi o altra indennità loro attribuita;
  • i lavoratori subordinati o autonomi che, alla data della domanda, assistono da almeno un semestre il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in stato di gravità;
  • lavoratori subordinati e autonomi che hanno un calo della capacità lavorativa, per la presenza di una percentuale di invalidità civile, maggiore o pari al 74%;
  • lavoratori addetti a compiti usuranti o gravosi.

Attenzione però all’ultimo punto: le mansioni faticose che consentono l’agevolazione pensionistica di Quota 41 precoci debbono essere state compiute per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di attività di lavoro. Per ulteriori dettagli circa le singole attività gravose rimandiamo alla pagina web Inps ad hoc.

Quando fare domanda per accedere a Quota 41

Al fine di usufruire della pensione anticipata lavoratori precoci, l’interessato deve presentare domanda di riconoscimento del diritto all’agevolazione previdenziale entro il primo marzo di ogni anno. Possibili domande tardive sono ammesse, ma debbono essere presentate comunque non oltre il 30 novembre, e sono eventualmente prese in considerazione in circostanze di risorse finanziarie in rimanenza.

Pertanto, è obbligatorio presentare domanda di uscita dal lavoro tramite Quota 41 precoci nel rispetto delle citate finestre temporali, ovvero quella principale o quella tardiva.

Solo in caso di accoglimento della domanda, l’interessato potrà poi presentare la domanda di pensione anticipata Quota 41 precoci. In particolare se la domanda viene accettata, e compatibilmente dunque con la relativa copertura finanziaria, il lavoratore potrà fare richiesta per la pensione anticipata online sul sito Inps, tramite Contact Center o rivolgendosi ai patronati.

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