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TikTok, sempre più ‘popolare’ la planking challenge, ma i giovani rischiano la vita

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La planking challenge è solamente l’ultima delle tante che girano sui Social. Ma in questo caso chi la attua rischia la vita.

Le sfide lanciate nei vari social network si diffondono sempre di più, e i nostri ragazzi sono a rischio. Ecco come funziona la planking challenge.

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Il nome di questa pericolosissima sfida deriva da un termine inglese, “plank”, che significa letteralmente “tavola, piatta”. Alcuni che amano fare fitness avranno immediatamente pensato all’esercizio chiamato appunto plank. In esso si deve posizionare il corpo con i gomiti e gli avambracci poggiati su di un tappetino, il corpo teso e parallelo a terra, i piedi puntati e la testa e spalle in linea. Serve per scolpire gli addominali e non solo.

Una posizione simile, a “tavola”, è l’oggetto della challenge. Ma in questo caso non si deve effettuare un esercizio ginnico, anzi. Si deve dimostrare di avere coraggio sfidando la morte. Anche se tutto è iniziato “per divertimento”, come spesso accade, la plank challenge è stata ben presto reinterpretata da alcuni soggetti, che hanno sponsorizzato comportamenti molto pericolosi. Ecco perché.

Sempre più ‘popolare’ la planking challenge, ma i giovani rischiano la vita

Molti video che girano su TikTok e altri social, infatti, mostrano dei “planker” in situazioni ilari e divertenti. Lo scopo del gioco è quello di assumere la posizione di una tavola da surf, sdraiandosi e con le braccia lungo i fianchi nei luoghi più impensabili e strani. Niente di male finché chi gioca a questo gioco lo fa su una panchina, sul tavolo di casa o su posti sicuri.

Ma qualcuno, ad un certo punto, ha voluto rendere più estrema la sfida. Aumentano le segnalazioni di giovani e giovanissimi che si sdraiano a terra, in strada, correndo seri pericoli di essere investiti dalle auto.

Il fenomeno è in aumento, anche se le varie piattaforme social utilizzano strumenti di sicurezza per non far divulgare video potenzialmente pericolosi. Ma l’emulazione viaggia anche attraverso il passaparola, ed è praticamente impossibile arrestarla.

Cosa possiamo fare dunque per proteggere i giovani? L’unico modo è quello di prestare attenzione ai cambiamenti nel loro atteggiamento, e cercare di avere un dialogo aperto e sincero coi propri figli.

Il passaggio dall’età infantile a quella adulta è fisiologicamente difficile per tutti, anche se ognuno reagisce in modo diverso. Certamente i social non facilitano le cose, ma le “sfide” sono sempre esistite e hanno fatto anche dei danni, talvolta irreparabili.

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