Pensioni: INPGI e INPS, i dati sui redditi non sono soddisfacenti, caos e criticità

La categoria professionale dei giornalisti sta vivendo un periodo di profondo cambiamento ma i recenti dati Inpgi aiutano a fare chiarezza su alcuni aspetti,  mentre il messaggio Inps n. 4213 del 22 novembre dà istruzioni sul cumulo dei trattamenti pensionistici dei giornalisti iscritti alla gestione INPGI/1 con i redditi da lavoro. 

L‘Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, ovvero in breve l’Inpgi, ha reso noti dati interessanti sulla previdenza di questa categoria professionale.

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Ricordiamo che dal primo luglio dello scorso anno le funzioni previdenziali svolte dall’istituto sono state spostate all’INPS. Una scelta doverosa secondo gli osservatori, mirata di fatto a ‘salvare’ le pensioni dei lavoratori in oggetto. Ecco perché sono iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti i giornalisti professionisti, i pubblicisti e i praticanti iscritti all’Albo negli elenchi e registri ad hoc, che siano titolari di un rapporto di lavoro dipendente di ambito giornalistico.

Ebbene recentemente proprio l’Inpgi ha pubblicato alcuni dati che fanno il punto sulla categoria dei lavoratori dell’informazione e quanto emerge merita di essere considerato di seguito. Vediamo qualche dettaglio.

I dati Ingpi sulla previdenza privata dei giornalisti non passati all’Inps non lasciano dubbi

Secondo le ultime analisi effettuate aumentano gli iscritti ma i redditi dei giornalisti restano comunque contenuti, anzi piuttosto bassi rispetto a ciò che si potrebbe pensare. Si tratta in particolare dei numeri della previdenza privata dei giornalisti, che non sono transitati all’Inps lo scorso anno. Questi numeri sono stati dettagliati in una nota dai dirigenti della cassa previdenziale in oggetto.

Secondo Inpgi se aumentano gli iscritti, si tratta comunque di un incremento esiguo e gli iscritti attivi sono davvero comunque non molti rispetto al totale degli iscritti. Inpgi spiega che l’aumento è stato infatti dell’1% circa, dalle 45.767 unità alla fine dell’anno passato alle 46.438 unità alla data di realizzazione del nuovo bilancio.

Inoltre l’istituto chiarisce che:

  • i contribuenti attivi sono circa 25.000 tra liberi professionisti e co.co.co.
  • i redditi dei liberi professionisti sono stati in media corrispondenti a circa 16mila euro annui lordi, quelli dei co.co.co. uguali a circa 6.000 euro all’anno lordi;
  • il maggior numero dei contribuenti è inserito nella fascia di età tra i 40 e i 49 anni.

Ulteriori numeri interessanti forniti da Inpgi

Non c’è soltanto questo. Infatti, l’istituto indica che:

  • il totale dei contributi obbligatori previsti per il prossimo anno nella misura di 55,4 milioni di euro è caratterizzato da un incremento di 0,6 milioni di euro (+1,06%) rispetto ai 54,8 milioni di euro del dato del 2022;
  • sul piano dei costi previdenziali totali, si valuta per il prossimo anno un ammontare di 12,4 milioni di euro, più alto di quanto risulta in assestamento 2022 di 0,9 milioni (+8,07%);
  • il numero dei trattamenti pensionistici diretti alla data di scrittura del bilancio corrisponde a 1.452 unità (+2%), invece i trattamenti ai superstiti sono 264;
  • le prestazioni assistenziali temporanee sono pari nel preventivo 2023 a 9,7 milioni contro gli 8,9 milioni dell’assestato, in incremento di 0,8 milioni (con un +9,04%).

Si tratta di dati che certamente aiutano a fare chiarezza su un settore professionale, attraversato negli ultimi anni da significative novità e trasformazioni.

I chiarimenti offerti da Inps nel messaggio n. 4213 del 2022

Non dimentichiamo poi che con il recentissimo messaggio n. 4213 Inps, l’istituto di previdenza è intervenuto sul regime di cumulo delle pensioni dei giornalisti, già iscritti alla gestione previdenziale Inpgi/1 con eventuali redditi da lavoro autonomo o dipendente. Non dimentichiamo che, come accennato in apertura, grazie alla legge n. 234 del 2021, la funzione previdenziale svolta dall’Inpgi/1 i in regime sostitutivo dell’AGO, è stata fatta confluire in Inps.

In particolare, l’istituto di previdenza nel documento offre chiarimenti in merito agli obblighi dichiarativi attribuiti ai trattamenti di invalidità e di pensione anticipata per Quota 102 e per lavoratori precoci. Per quanto attiene ai trattamenti di invalidità:

  • il lavoratore che incassa redditi di lavoro subordinato è obbligato a dichiarare in forma scritta al datore di lavoro la propria condizione di pensionato;
  • il datore ha il dovere di detrarre dallo stipendio una somma uguale all’ammontare della quota di pensione non dovuta per incumulabilità, e di versarla all’istituto di previdenza.

Infine per quanto riguarda i pensionati Quota 102, l’Inps ha colto l’occasione per rinviare al precedente messaggio n. 54 del 2020, mentre in riferimento ai lavoratori cosiddetti precoci, l’interessato dovrà rispettare l’obbligo di rendere noti tempestivamente all’istituto di previdenza i redditi da lavoro (domanda di ricostituzione).

In ogni caso, per ulteriori chiarimenti rinviamo al testo completo del messaggio Inps n. 4213 del 22 novembre scorso, avente ad oggetto il regime di cumulo dei trattamenti pensionistici dei giornalisti iscritti alla Gestione INPGI/1 con i redditi da lavoro.

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