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Pensioni

In pensione a 62 anni con questi anni di contributi e una misura in vigore anche nel 2023

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Andare in pensione è un desiderio che hanno molti lavoratori soprattutto quelli che svolgono lavori gravosi. A volte è possibile anticipare l’uscita. Ecco come.

Il governo cerca alcune soluzioni per evitare che nel 2023 i lavoratori vadano in pensione secondo le regole dettate dalla legge Fornero.

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In pratica, uscita dal mondo del lavoro a 67 anni e 20 di contributi oppure dopo 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, ma dopo 41 anni e 10 mesi per le donne.

In pensione a 62 anni con questi anni di contributi e una misura in vigore anche nel 2023

È giusto specificare che però il governo non sta preparando una nuova riforma (questa è troppo complessa per essere inserita nella legge di Bilancio 2023) ma semplicemente cerca delle soluzioni pratiche e immediate per mantenere le misure attuali: risorse permettendo.

Per esempio, si pensa a una proroga di Ape sociale e Opzione Donna, ma con la modifica dei requisiti di accesso. Ricordiamo che queste sono due misure che permettono di uscire dal mondo del lavoro in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.

Tutte le altre misure che non coinvolgono le pensioni erogate dall’INPS non sono interessate dalle modifiche a cui il governo lavoro. Infatti, è possibile anche andare in pensione a 62 anni e 20 anni di contributi con RITA anche nel 2023. Questo perché la misura è erogata dal fondo ESPERO e come detto non dall’INPS.

Il Fondo scuola ESPERO, nato da oltre 15 anni grazie alla contrattazione tra amministrazione e sindacati, accompagna docenti e ATA, assunti sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato verso la pensione.

Si tratta di un fondo di previdenza complementare che dà diritto a una rendita (RITA appunto) utile per integrare la pensione INPS. Ma può essere utilizzata anche per altre necessità ad esempio: spese mediche, ristrutturazioni o acquisto prima casa.

A dire la verità, questa misura non è rivolta solo al personale della scuola ma a tutti coloro che hanno sottoscritto un fondo di previdenza integrativa.

RITA: che cosa è e come funziona

La Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) offre la possibilità di anticipare il versamento della pensione integrativa. In questo modo, si può anticipare l’uscita dal mondo del lavoro di 5 o 10 anni dal raggiungimento dell’età pensionabile.

Può essere richiesta dai lavoratori del settore privato e pubblico, purché siano iscritti a fondi di previdenza complementare oppure ai Piani individuali pensionistici i cosiddetti PIP.

Si rimanda alla lettura dell’articolo “In pensione con la rendita 5 o 10 anni prima, non è un miraggio e si può accedere subito” per le altre informazioni su questa misura pensionistica anticipata.

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