Saldo e stralcio contributi: un sollievo per i debiti ma un pericolo per la pensione

Il saldo e stralcio con i contributi INPS potrebbe avere degli effetti devastanti sulla pensione. Per quale motivo? Si può salvare l’assegno?

Il saldo e stralcio con i contributi INPS non pagati è stato un utile strumento attraverso il quale molti contribuenti hanno potuto sistemare la propria posizione con l’Istituto previdenziale e con il Fisco.

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La misura, infatti, ha consentito ai debitori di versare solo una parte del debito maturato, senza anche dover corrispondere le sanzioni e gli interessi. Hanno potuto beneficiare del saldo e stralcio solo coloro che si trovavano in oggettive difficoltà economiche, comprovate da un modello ISEE che rispettasse specifici limiti di reddito.

C’è stato, però, un enorme malinteso da parte dei cittadini che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali con contributi INPS. Per quale motivo? Analizziamo la vicenda nel dettaglio e scopriamolo.

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Saldo e stralcio contributi INPS: i contribuenti rischiano grosso?

La maggior parte dei contribuenti, purtroppo, ha partecipato al saldo e stralcio ignorando un aspetto, invece, di fondamentale importanza.

Hanno, infatti, inserito anche le cartelle esattoriali con contributi INPS, pensando che tale operazione non avrebbe avuto ripercussioni sulla pensione e che l’accredito dei contributi si sarebbe avuto per intero. Da un certo punto di vista, hanno ricevuto un vantaggio, perché hanno azzerato un debito con il Fisco. Sul saldo e stralcio, però, vi è stata molta disinformazione (o carenza di informazione). Come rimediare agli errori?

I cittadini che hanno inserito, nell’ambito della Rottamazione- ter saldo e stralcio 2019, le cartelle esattoriali dei contributi INPS, dopo aver pagato la somma dovuta, hanno ricevuto comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate che tali cartelle andavano, invece, escluse. Ma c’è un modo per rimediare a tale errore e procedere al pagamento di questi contributi, per poterli accreditare per intero?

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Con la rottamazione si rischia la riduzione dei contributi INPS

Come già evidenziato, il saldo e stralcio ha consentito ai contribuenti di eliminare i propri debiti con il Fisco e con gli altri Enti previdenziali, evitando il pagamento delle sanzioni e degli interessi. Le cartelle esattoriali inferiori a mille euro, tuttavia, possono contenere anche contributi previdenziali, che sono riconosciuti esclusivamente sulla base di quanto pagato. Di conseguenza, con la rottamazioni essi sono andati perduti o si sono drasticamente ridotti.

Anche l’informazione da parte dell’INPS al riguardo, purtroppo, è stata molto carente ed i cittadini non sono stati posti nella condizione di poter aderire alla manovra in maniera consapevole. Partecipando al saldo e stralcio, infatti, le cartelle di pagamento comprensive dei contributi INPS sono state saldate definitivamente e i versamenti previdenziali non sono stati accreditati per intero.

I contributi, dunque, sono andati persi, retroattivamente, perché non è possibile ripristinare la situazione e porvi rimedio. L’unica opzione che hanno a disposizione i contribuenti, per non perdere tutto, è quella di chiedere il pagamento dei contributi volontari e, attraverso il cumulo contributivo, integrare i versamenti, per cercare di maturare i requisiti per accedere alla pensione.

È necessario sottolineare, però, che i contributi volontari non sono retroattivi e bisogna presentare domanda all’INPS. L’Ente, infatti, deve autorizzazione il loro versamento, che è vincolato alla cessazione o all’interruzione del rapporto di lavoro.

Chi è prossimo al raggiungimento di tutti i presupposti per poter andare in pensione, farebbe bene ad informarsi sulla prossima rottamazione e a valutare attentamente le possibili conseguenze.

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