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Economia

Contributo di 800 euro ai genitori separati: finalmente un valido aiuto per il mantenimento dei figli

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È in arrivo un nuovo contributo di 800 euro per i genitori che non percepiscono l’assegno di mantenimento. Quali sono i requisiti?

È stato approvato il provvedimento per il riconoscimento di un contributo di 800 euro ai genitori separati o divorziati che non ricevono l’assegno di mantenimento a causa della crisi dovuta al Covid- 19.

Foto Canva

I destinatari, dunque, sono coloro che non hanno ottenuto dall’ex il mantenimento per figli minori o maggiorenni disabili, per via delle difficoltà lavorative provocate dalla pandemia. La cifra del valore di 800 euro è rivolta anche ai genitori che hanno ricevuto l’assegno in misura ridotta rispetto a quanto spettante, nel periodo che va dall’8 marzo 2020 al 31 marzo 2022.

Il contributo verrò versato per 12 mesi solo a coloro che presenteranno idonea domanda e possiedono un reddito non superiore a 8.174 euro. Ma analizziamo nel dettaglio il provvedimento e scopriamo quali sono i requisiti per richiedere l’indennità.

Potrebbe interessarti anche il seguente articolo: “Assegno di mantenimento figli: si ‘cancella’ in queste circostanze e in molti non lo sanno“.

Contributo di 800 euro per separati e divorziati: a chi è rivolto?

Il contributo di 800 euro è stato introdotto dal DPCM del 23 agosto 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 251 del 27 Ottobre 2022. Il provvedimento, in realtà, mette in atto quanto già sancito dall’art. 9-bis del D.L. n. 146/2021, convertito con Legge n. 215/2021. La suddetta norma prevede l’istituzione di un fondo di 10 milioni di euro; esso è rivolto ai genitori lavoratori separati o divorziati, per assicurare continuità nel versamento dell’assegno di mantenimento.

Il contributo, dunque, spetta al genitore separato o divorziato, in difficoltà economiche, che deve provvedere al mantenimento proprio, dei figli minori e dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi. L’erogazione avviene se l’interessato non ha ricevuto (in tutto o parte) il mantenimento da parte dell’ex che, invece, era obbligato a corrisponderlo, a causa di impossibilità derivante dell’emergenza pandemica. Il genitore, infatti, deve aver per cessato, ridotto o sospeso la propria attività lavorativa, a partire dall’8 marzo 2020, per almeno 90 giorni, o diminuito il proprio reddito di almeno il 30% rispetto a quello del 2019.

Consulta anche il seguente articolo: “Assegno unico ai genitori non sposati e non conviventi: è un diritto riceverlo?

I requisiti per il versamento

Il decreto prevede che:

  • il contributo 800 è rivolo solo ai genitori che sono conviventi con i figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave, alla data della mancata riscossione dell’assegno, dopo l’8 marzo 2020;
  • l’handicap del figlio è grave quando comporta la necessità di assistenza costante, continuativa e totale, per lo svolgimento delle attività sia individuali sia relazionali (in base a quanto stabilito dall’art. 3 comma 3, della Legge 104/1992);
  • per l’accertamento dello stato di bisogno, il reddito del richiedente, relativo al periodo di mancato o ridotto versamento del mantenimento, deve essere non maggiore di 8.174 euro.

Come si presenta la domanda per il contributo di 800 euro?

La normativa, inoltre, stabilisce che il versamento dell’agevolazione economica avverrà in un’unica soluzione. L’importo sarà uguale alla cifra dell’assegno di mantenimento non versato, fino ad un massimo di 800 euro al mese, per un periodo non eccedente i 12 mesi.

Per la compilazione delle domande e la procedura da seguire per l’invio delle stesse, bisogna aspettare la pubblicazione dello specifico avviso pubblico, da parte del Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Il documento sarà visibile sul portale web dell’Ente.

La richiesta, tuttavia, avrà la forma di autodichiarazione, ai sensi del Dpr n. 445/2000. Il Dipartimento, poi, si occuperà dell’accertamento dei requisiti, tramite l’Agenzia delle Entrate; dovrà, infatti, verificare la reale situazione reddituale del genitore a cui spetta il mantenimento. Tramite gli Uffici Giudiziari, invece, sarà possibile rinvenire le informazioni relative all’importo dovuto.

 

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