Multe strisce 😐 non sempre bisogna pagarle, valanga di ricorsi per questi motivi

Tema rilevante quello che si lega alle multe sulle strisce blu e alla questione ricorsi e relativi motivi: il caso e dettagli a seguire

Tanti e diversi i temi importanti quando in generale si parla di auto, tra cui anche la questione multe sulle strisce blu in ottica ricorsi: ecco a seguire alcuni particolari in merito.

multe strisce blu
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Recentemente, una sentenza della Corte di Cassazione è andata a chiarire che le multe non possono esser comminate da tutti. Nel dettaglio, il tema si lega al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico e l’elevazione di contravvenzioni riguardanti violazioni fatte sulle strisce blu.

A parlarne nell’approfondimento è Proiezionidiborsa.it, che spiega che quest’ultimi possono ricevere l’autorizzazione da parte del Comune ad esercitare funzioni per prevenire ed accertare solo nelle corsie riservate al trasporto pubblico.

Tenute conto di tali motivazioni, vi è stato l’accoglimento del ricorso proposto proprio in merito. Questo significa che nel caso si parcheggiasse il veicolo sulle strisce blu con tagliando scaduto o senza quest’ultimo, il poter d’accertamento non riguarda gli ispettori dell’azienda locale di trasporto.

Nel caso in quesitone, viene spiegato, il Giudice di Pace aveva già accolto le doglianze da parte del soggetto che ha fatto ricorso. La riforma è stata riformata in sede d’appello.

Il caso in questione e alcuni aspetti

Tanti gli aspetti rilevanti quando in generale si parla di auto, guida e argomenti simili, e si pensi ad esempio a rischi e conseguenze della guida senza cintura di sicurezza.

Tornando al punto, approfondito come detto da Proiezionidiborsa.it, si legge che il tribunale nello specifico aveva dedotto che gli ispettore avessero contestato validamente l’infrazione. Questo, dal momento che il Comune dà a quest’ultimo i poteri per accertare, esercitabili su tutto il territorio del Comune.

Dunque, non rileverebbe che l’infrazione abbia avuto luogo fuori dall’area che è affidata alla concessionaria dei trasporto. Ad ogni modo, rispetto alla sentenza di appello, vi è stato il ricorso da parte del soggetto, con cinque motivazioni.

In primo luogo, ha dedotto – si legge – che il Tribunale non si fosse attenuto all’orientamento della Cassazione. Dal segno opposto. Poi, si legge della violazione dell’articolo 157 comma 6 (Codice della Strada), ciò dal momento che nella zona adibite al parcheggio non vi era il parchimetro.

E ancora, si legge della violazione dell’articolo 6 comma 1 lettera F (Codice della Strada), non essendovi segnalazione circa il fatto che il parcheggio fosse incustodito. Perciò, avverso ale ricorso nei confronti della multa sulle strisce blu, la Cassazione ha accolto la 1° motivazione.

Dichiarando assorbite le altre. Il motivo, si legge, è che viene conferito da parte della legge agli ausiliari del traffico la possibilità dell’elevazione delle sanzioni soltanto in casi tassativi.

Multe strisce blu, ricorsi e motivi: altri dettagli

Dunque, tra le motivazione di ricorso rispetto alle multe fatte per infrazioni commesse in ottica striscia blu, si può impiegare, quello discorrendo. Ciò dal momento che i poteri riguardo il prevenire ed accertare, riguardo gli ausiliari, sono limitate alle corse dedicate al trasporto pubblico.

A fronte di questo, non si può interpretare in via estensiva la disposizione, la quale è restrittiva e tassativa. Il Comune può riconoscere ai soggetti in questione il potere di comminare sanzioni, ma non all’esterno dei casi stabiliti.

Questi, alcuni dettagli generali in merito. Ad ogni modo è opportuno ed è bene che ciascuno approfondisca e si informi, anche tramite soggetti competenti ed esperti in materia, per saperne di più e per il chiarimento di eventuali dubbi.

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