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Economia

Tassa di successione: attenzione, si rischiano sanzioni salate

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Quali sono le conseguenze se non si versa la tassa di successione? La legge prevede delle tempistiche ben precise per adempiere. Ecco quali sono.

Le sanzioni stabilite nell’ipotesi in cui non si paga la tassa di successione producono delle conseguenze devastanti per i trasgressori, che possono subire anche il pignoramento.

Foto Canva

L’imposta sulle successioni e sulle donazioni che, ad oggi, è in vigore nel nostro ordinamento, riguarda tutte le eredità e le donazioni tra vivi. La normativa prevede aliquote e franchigie differenti, a seconda del grado di parentela tra chi esegue e chi riceve il trasferimento di beni.

Se non si rispettano le tempistiche per l’adempimento, tuttavia, si incorre in numerosi rischi, che vanno oltre la semplice multa. Vediamo, dunque, chi è obbligato al pagamento della tassa di successione e cosa succede se non si paga.

Consulta anche il seguente articolo: “Legge 104 ed eredità: quale sconto sull’imposta di successione agevolata e come ottenerlo, tutte le ultime novità“.

Tassa di successione: chi deve versarla?

La tassa di successione (il cui termine tecnico è “Imposta sulle successioni e donazioni”) è una tassa da versare se si ereditano beni.

Prima di procedere con il pagamento dell’imposta, se si percepiscono immobili, terreni, veicoli o altri averi, è obbligatorio presentare una Dichiarazione di successione. Tale documentazione deve essere inoltrata dai seguenti soggetti:

  • chiamati all’eredità, legatari ed i loro rappresentanti legali;
  • immessi al possesso temporaneo dei beni;
  • amministratori dell’eredità;
  • esecutori testamentari.

In altre parole, il versamento della tassa di successione spetta a tutti gli eredi e ai legatari, affinché possano ottenere i beni ed i diritti che hanno ereditato.

L’ammontare dell’imposta, inoltre, varia in base al valore dei beni che costituiscono l’eredità. Per la determinazione della somma precisa, poi, si tiene conto del rapporto sussistente tra il successore e il de cuius.

Le tempistiche per l’adempimento

La successione si apre alla morte del soggetto a cui appartenevano i beni facenti parte dell’eredità.  La Dichiarazione di successione deve pervenire entro 12 mesi dalla data del decesso. Dal momento della notifica dell’avviso di liquidazione della successione, entro 60 giorni, bisogna pagare almeno il 20% dell’imposta di successione. In caso contrario, si viene considerati ritardatari o, addirittura, morosi.

La cifra residua della tassa, invece, deve essere corrisposta in 8 rate trimestrali; per gli importi superiori a 20 mila euro, le rate previste sono 12. Infine, all’ammontare totale del valore della tassa si somma un interesse.

Potrebbe interessarti anche: “Decesso e successione: cosa accade in caso di comunione dei beni“.

Sanzioni per il mancato pagamento della tassa di successione

Gli eredi che non provvedono al pagamento dell’imposta di successione subiscono l’irrogazione di una sanzione che può arrivare fino al 30% della cifra da versare. Tuttavia, nel caso in cui si adempia con la tassa e la multa entro 30 giorni dalla notifica della sanzione, la maggiorazione diminuisce fino al 15%.

Qualora, invece, non si corrisponda una delle rate, oltre alla multa del 30%, si rischiano ulteriori provvedimenti. Si perde, infatti, il diritto alla rateizzazione e, dunque, bisognerà pagare l’intera somma in un’unica soluzione.

L’Agenzia delle Entrate, purtroppo, invierà anche una cartella esattoriale. All’importo dovuto, quindi, si sommeranno le sanzioni per il mancato pagamento, corrispondenti al 4,5% per ogni semestre di ritardo. Se non si ottempera neanche dopo la ricezione della cartella esattoriale, si rischia di subire azioni di riscossione forzoso del credito, come:

  • pignoramento;
  • fermo amministrativo;
  • iscrizione di ipoteche.

 

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