In caso di esclusione dal testamento di moglie e figli il giudice tutela le parti in causa. I soldi sono del defunto ma solo entro determinati paletti.
Secondo la Legge alcuni familiari non possono essere esclusi dal testamento. “I soldi sono miei e ci faccio quello che mi pare” è un concetto valido sono finché si è vivi.
Pensare che una persona possa destinare i propri averi come meglio crede è sbagliato. Una vita di lavoro e di risparmio e nemmeno da morti si può decidere come gestire i soldi. Già da vivi occorre dare conto alla famiglia e al Fisco ma pensare di essere circondati da paletti anche una volta passati a miglior vita nessuno se lo sarebbe aspettato. La Legge, invece, impedisce di escludere dal testamento alcuni eredi indipendentemente dai motivi che avrebbero spinto il defunto all’esclusione. Una parte degli averi, dunque, dovrà essere necessariamente lasciata ai parenti più prossimi. Si tratta della cosiddetta quota legittima dedicata ai familiari più stretti.
Una persona può decidere di diseredare un parente solo in casi eccezionali. La normativa prevede, infatti, la presenza di una quota legittima, una parte di lascito che dovrà essere necessariamente ereditata dai familiari più stretti. Parliamo di una tutela che la Legge vuole fornire a moglie e figli qualora il defunto decidesse di lasciare gli averi a terze persone oppure associazioni di varia natura. O ancora, c’è chi decide di indicare come erede il cane o il gatto. Sicuramente gli animali in certi casi sono più umani e di compagnia rispetto ad alcune persone, ma l’esclusione totale dei parenti prossimi dal testamento non è ammessa.
I familiari hanno sempre diritto ad ereditare una parte degli averi anche qualora siano incorse controversie con il defunto. La tutela si manifesta non solo in caso di esclusione dall’eredità specificata nel testamento ma anche nel momento in cui un testamento dovesse mancare. Si parla di successione legittima dato che nonostante l’assenza di volontà da parte del defunto, la Legge prevede la divisione dei beni tra gli eredi prossimi.
Una persona può disporre delle sue proprietà a metà dato che delle precise quote dovranno essere necessariamente lasciate a moglie e figli. Per la parte restante, invece, si è liberi di destinarla come meglio si crede. Secondo la normativa i parenti legittimari sono i genitori (solo in assenza di figli del defunto), i figli e il coniuge (anche se parte dell’unione civile o convivente con contratto di convivenza sottoscritto).
Non rientrano tra gli eredi legittimari i coniugi divorziati sebbene in alcuni casi spetti la pensione di reversibilità.
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